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Trattamenti · Dott. Edoardo Palla

Panoramica dentale a Pisa

Un'unica immagine che tiene dentro entrambe le arcate, le radici e l'osso che le sostiene: si esegue durante la visita e la commenta lo stesso medico che ti ha guardato la bocca.

Radiografia panoramica a Pisa: cosa trovi in questa pagina

Questa pagina spiega la panoramica dentale a Pisa nello studio di Via Carducci, a Ghezzano: come nasce quell'unica immagine, che cosa riesce a mostrare e che cosa resta fuori, quando conviene eseguirla e quando è superflua, come si svolge in sede, quanta dose comporta, chi la referta e che cosa accade subito dopo. Con le situazioni ricorrenti nella zona, il percorso in tre passi e le domande più comuni.

Chi cerca «panoramica dentale Pisa» di solito ha ricevuto una richiesta precisa: un dentista, un ortodontista o un chirurgo gliel'ha chiesta, e vuole sapere dove eseguirla senza prenotare un centro radiologico e senza aspettare un referto per giorni.

La risposta breve è che in Via Giosuè Carducci 51 l'apparecchio c'è, e l'immagine compare sul monitor mentre sei ancora sulla poltrona. La risposta lunga riguarda che cosa quell'immagine può dire e che cosa invece non è in grado di dire: è la parte che serve davvero a decidere.

Preferisci parlarne a voce? 050 9910086, rispondiamo lunedì – giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · venerdì, 8:30 – 13:30 · sabato, 9:00 – 13:00. Parlarci non ti impegna.

Panoramica dentale a Pisa: l'ortopantomografo della sala di radiologia nello studio di Via Carducci

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Radiografia panoramica: come funziona

  • Che cos'è la panoramica dentale e come nasce quell'unica immagine?

    È un'ortopantomografia: sorgente e sensore ruotano in senso opposto attorno al capo e raccolgono l'arcata come se fosse stata srotolata e stesa su un piano unico, comprese articolazioni della mandibola e seni.

    Il risultato è una proiezione, non un modello. Questo significa che strutture poste a profondità diverse finiscono sovrapposte nello stesso punto dell'immagine, e che ai lati compare una deformazione geometrica che fa parte del metodo e non è un difetto dell'apparecchio.

    Va letta quindi per quello che è: uno sguardo largo. Dice dove guardare meglio, orienta le domande successive e spesso chiude da sola la questione, ma non pretende la precisione millimetrica di un esame mirato.

    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Che cosa si vede, e che cosa resta fuori?

    Si vedono elementi presenti e mancanti, radici, denti non erotti, lesioni all'apice, livello dell'osso, cisti e seni; restano fuori le carie iniziali fra un elemento e l'altro, lo spessore reale dell'osso e la posizione esatta del nervo.

    La parte più preziosa è quella che nessuno cerca: le cose silenziose. Una radice rimasta sotto gengiva da un'estrazione vecchia, una lesione attorno all'apice di un elemento devitalizzato vent'anni fa, un osso che si è ritirato senza aver mai dato dolore.

    Quello che manca, però, conta altrettanto. Per progettare un impianto serve misurare, e misurare richiede il volume tridimensionale della TAC dentale; per una carie fra due molari serve la piccola immagine endorale, molto più definita su un'area ristretta.

    • Mostra bene. Radici, elementi inclusi, lesioni all'apice, livello osseo, cisti, seni.
    • Mostra male. Carie interprossimali iniziali, crepe sottili, dettagli fini dell'apice.
    • Non misura. Spessore dell'osso e distanza reale dal nervo alveolare.
    Render clinico della lettura della radiografia: la lastra con il profilo dei denti
  • Quando conviene fare una panoramica dentale e quando no?

    Conviene alla prima valutazione se manca un esame recente, davanti a un dente del giudizio, prima di un'estrazione, dopo molti anni senza controlli e prima di progettare una protesi rimovibile.

    Il criterio non è la routine ma la decisione: si esegue quando il risultato può cambiare quello che verrà scritto nel piano di cura. Chi torna ogni sei mesi e non ha sintomi nuovi non ha bisogno di ripeterla ogni volta.

    Allo stesso modo, un'immagine eseguita da poco in un altro studio si legge e si utilizza. Portarla evita una dose inutile e fa risparmiare tempo, e dal confronto fra due acquisizioni distanti nel tempo spesso emerge più di quanto dica la singola.

    • Prima valutazione. Quadro d'insieme quando non esiste un esame recente utilizzabile.
    • Denti del giudizio. Inclinazione, spazio disponibile, vicinanza alle strutture nobili.
    • Prima di un'estrazione. Forma e numero delle radici, rapporti con seno e canale.
    • Ritorno dopo anni. Per scoprire ciò che non ha mai dato sintomi evidenti.
    • Protesi rimovibile. Creste ossee residue e elementi ancora utilizzabili come appoggio.
    Render clinico delle precauzioni radiologiche: il grembiule piombato e il sensore

Panoramica dentale in sede a Pisa: vuoi un parere sul tuo caso?

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Radiografia panoramica: le domande di chi decide

  • Come si svolge la panoramica dentale in studio a Pisa?

    In piedi, con il mento appoggiato e una piccola asticella fra le arcate per bloccare la posizione; l'apparecchio compie un giro in una decina di secondi e l'immagine compare subito sul monitor accanto.

    Non c'è preparazione né digiuno. Si tolgono occhiali, orecchini, collane, piercing, forcine e protesi rimovibili, perché ogni metallo lascia un'ombra che può coprire proprio la zona da guardare. Chi non riesce a stare in piedi esegue l'esame da seduto.

    L'unica richiesta è l'immobilità: un movimento del capo sfoca il tracciato e costringe a ripetere l'acquisizione, cioè a raddoppiare la dose per nulla. Dieci secondi di fermo risolvono il problema alla radice.

    La sala radiologica dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa
  • Quanta dose comporta e quali cautele si adottano?

    È una quantità contenuta, paragonabile a quella che l'ambiente fornisce naturalmente in pochi giorni; i sensori digitali hanno ridotto sensibilmente i valori rispetto alle vecchie pellicole.

    Questo non autorizza a farla con leggerezza. La regola resta la stessa di ogni esame che impiega raggi: si esegue se cambia una decisione, non si esegue se un'immagine adeguata esiste già. Nel dubbio si preferisce rimandare.

    Chi è in gravidanza, o sospetta di esserlo, lo dice prima di entrare nella sala: nella grande maggioranza dei casi si rinvia, e quando l'esame non può attendere si procede con le protezioni previste.

    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Chi la referta e che cosa succede subito dopo?

    La referta il medico che ha appena visitato, con il Dott. Edoardo Palla come riferimento per chirurgia e implantologia; l'immagine viene commentata con te sullo schermo e confluisce nel piano di cura scritto.

    È una sequenza che cambia la conversazione: invece di ascoltare un elenco di problemi, li vedi indicati uno per uno mentre te li spiegano. Le domande che ti vengono in mente trovano risposta subito, non a casa quando ormai hai firmato.

    L'immagine resta archiviata nella tua cartella e viene richiamata ai controlli successivi. A richiesta ti viene consegnata in formato digitale, leggibile in un altro studio o da uno specialista a cui vuoi chiedere un parere.

    Render clinico della lettura della radiografia: la lastra con il profilo dei denti
  • Perché eseguirla a Pisa nello stesso appuntamento della visita?

    Perché la decisione non si spezza in tre tappe: senza impegnativa, senza centro esterno e senza referto da ritirare, dalla prima occhiata al preventivo scritto passa un pomeriggio invece di tre settimane.

    Chi arriva da Cascina, da Fornacette o da Vecchiano risparmia due viaggi e un permesso di lavoro. Lo studio è fuori dalla ZTL, con parcheggio davanti all'ingresso, e da Cisanello o da Porta a Lucca si arriva senza attraversare il centro cittadino.

    C'è poi un vantaggio meno ovvio: chi ha eseguito l'esame è la stessa persona che ti ha guardato la bocca dieci minuti prima. Il confronto fra ciò che si vede sul monitor e ciò che si è visto in poltrona avviene in tempo reale.

    Render clinico delle precauzioni radiologiche: il grembiule piombato e il sensore
Ghezzano, Pisa

Panoramica dentale a Pisa: le situazioni più frequenti

La prima è l'uomo di cinquantacinque anni di Cascina che non si fa controllare da quando lavorava altrove e arriva per un molare che si è sbriciolato. L'immagine mostra anche due radici residue e una lesione all'apice di un elemento devitalizzato a metà degli anni Novanta.

La seconda è la ragazza di San Giuliano che deve iniziare un percorso con l'apparecchio e ha bisogno di un quadro completo prima della progettazione ortodontica: si esegue durante la stessa seduta e il file parte subito verso chi seguirà il caso.

La terza è chi si presenta con l'esame fatto due mesi prima in un altro studio e teme di doverlo rifare. Non lo si rifà: si apre sul monitor, si legge insieme e si passa direttamente alle decisioni.

La sala radiologica dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa

Quando la panoramica dentale non basta o non serve?

L'immagine larga orienta, ma non risponde a tutto. In questi casi la strada è un'altra, oppure non serve alcun esame.

  • Carie fra due elementi o controllo di un bordo. Serve la piccola immagine endorale, molto più definita su un'area ristretta.
  • Progettazione di un impianto. Occorre misurare spessore e distanze: si passa al volume tridimensionale.
  • Esame eseguito da poco altrove. Si utilizza quello: ripeterlo sarebbe una dose senza alcun vantaggio.
  • Controllo semestrale senza sintomi nuovi. L'esame clinico e l'igiene bastano; l'immagine si aggiorna quando cambia qualcosa.
Il percorso

Come si arriva a radiografia panoramica: tre passi

La sala radiologica dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa
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Visita e indicazione. Il medico guarda la bocca e stabilisce se l'immagine larga può aggiungere qualcosa.

Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
2

Acquisizione in sede. Dieci secondi in piedi, senza preparazione, nello stesso appuntamento della visita.

Render clinico della lettura della radiografia: la lastra con il profilo dei denti
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Lettura condivisa e piano scritto. Si commenta sul monitor insieme a te, poi il preventivo con le alternative.

La sala radiologica dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa
Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
Render clinico della lettura della radiografia: la lastra con il profilo dei denti

Come si può pagare?

Visita, panoramica e TAC hanno un prezzo per esame, scritto nel listino; il resto si decide solo dopo averli letti.

Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.

Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.

I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.

  • Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
  • Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
  • Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.

050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00

Il primo passo è una visita

Un consulto per radiografia panoramica a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.

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Radiografia panoramica a Pisa: domande frequenti

  • La rotazione dura una decina di secondi. Considerando il posizionamento del capo e il commento davanti al monitor, l'intero passaggio occupa pochi minuti dentro la visita.

  • No, non c'è alcun contatto doloroso. L'unico fastidio riferito è tenere l'asticella fra le arcate e restare immobili mentre il braccio gira attorno alla testa.

  • No. L'indicazione la pone l'odontoiatra durante la visita, quando l'immagine può cambiare una decisione. Non si esegue su semplice richiesta senza un motivo clinico.

  • Di regola si rinvia dopo il parto. Se il problema non può attendere si procede con le protezioni previste, e soltanto quando il risultato modifica realmente la condotta clinica.

  • Individua quelle estese, ma non le lesioni iniziali fra un elemento e l'altro. Per quelle è necessaria la piccola immagine endorale, che ha una definizione molto superiore su un'area limitata.

  • No. Indica dove manca l'elemento e come si presenta l'osso in altezza, ma non ne misura lo spessore e non localizza il nervo con la precisione richiesta da un intervento.

  • Non esiste una cadenza fissa. Si ripete quando nasce una domanda nuova, per esempio prima di un'estrazione o davanti a un cambiamento delle gengive, non per abitudine.

  • Si esegue quando serve valutare la permuta dei denti o la presenza di elementi non erotti, spesso in ambito ortodontico. Come per gli adulti, solo con un'indicazione precisa.

  • Occhiali, orecchini, collane, piercing, forcine e protesi rimovibili. Otturazioni, corone e impianti restano al loro posto: compaiono nell'immagine senza creare problemi di lettura.

  • Sì, su richiesta viene consegnato in formato digitale. È utile se devi consultare un ortodontista, un chirurgo maxillo-facciale o semplicemente conservarne una copia.

  • Sì. I fili e gli attacchi si vedono sovrapposti, ma non impediscono di valutare radici, osso ed elementi non erotti, che sono le informazioni normalmente richieste.

  • Comprende i condili e permette un primo sguardo sulle articolazioni. Per uno studio approfondito dei disturbi articolari servono però valutazioni cliniche e strumentali dedicate.

  • Nello studio di Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, fuori dalla ZTL e con parcheggio davanti. Telefono 050 9910086 oppure WhatsApp 351 8207758.

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