Devitalizzazione dente a Pisa
Una seduta per svuotare e sigillare i canali, un appuntamento per rimettere l'elemento in condizione di masticare: la terapia la esegue il Dott. Cristiano Spallanzani, in Via Carducci a Ghezzano.
Una seduta per svuotare e sigillare i canali, un appuntamento per rimettere l'elemento in condizione di masticare: la terapia la esegue il Dott. Cristiano Spallanzani, in Via Carducci a Ghezzano.
Questa pagina spiega la devitalizzazione di un dente a Pisa: quali segnali la rendono necessaria, che cosa accade nell'ora in cui sei in poltrona, che cosa si sente, perché subito dopo serve qualcosa che copra il dente, quanto regge nel tempo, in quali casi togliere costa meno che insistere e che cosa deve contenere il preventivo. In coda, i casi che arrivano più spesso a Ghezzano e le domande della segreteria.
Se cerchi la devitalizzazione di un dente a Pisa, di solito è perché qualcuno te l'ha nominata e nessuno te l'ha spiegata, oppure perché hai passato la notte con la guancia appoggiata al cuscino freddo. Qui la terapia è raccontata dal lato pratico: quante volte devi tornare, che cosa cambia nella tua bocca, che cosa succede se rimandi.
È la cura di un dente mai aperto prima. Se il tuo è già stato trattato anni fa e ha ricominciato a dare noia, la pagina giusta è quella del ritrattamento canalare.
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Quando il tessuto vivo dentro la corona e le radici è infiammato oltre il recupero, oppure è già morto. Non lo stabilisce quanto fa male: lo stabiliscono le prove in poltrona e la lastra.
Le strade che portano lì sono tre: una carie profonda arrivata alla camera interna, un urto di anni prima che ha spento la circolazione senza avvisare, una ricostruzione vecchia che perde da un bordo.
In visita si prova la reazione al freddo, si picchietta, si guarda se la gengiva attorno è gonfia. Poi si osserva la punta delle radici su una lastra: è lì che l'osso racconta da quanto va avanti.

Anestesia, isolamento con la diga di gomma, accesso alla camera, pulizia e sagomatura dei canali, asciugatura, sigillatura. Fra l'inizio e la fine passano in genere sessanta o novanta minuti.
La diga è il dettaglio che più cambia il risultato e quello di cui nessuno parla: isola il campo dalla saliva, che è piena di batteri. Senza quel foglietto si rimette dentro ciò che si è appena tolto.
Alla fine si mette una chiusura provvisoria e si fissa il secondo appuntamento. Se l'infezione è vecchia può servire una medicazione per qualche giorno: le sedute diventano due, e lo si dice prima.

Si lavora in anestesia locale e quello che arriva è una sensazione di pressione. Quasi tutti si stupiscono di quanto la seduta sia meno impegnativa della notte passata prima.
Il ricordo pessimo che gira su questa terapia appartiene ai giorni precedenti, quando l'infiammazione è al massimo. Su un elemento con infezione attiva l'anestesia può richiedere un supplemento: si verifica prima di cominciare.
Chi arriva teso può chiedere la sedazione cosciente con protossido, disponibile in sede. Nelle quarantotto ore successive un fastidio sordo mordendo rientra nella norma; un male che cresce o una guancia che si gonfia no, e si telefona.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Perché per arrivare ai canali si passa attraverso la sua parte centrale, e quello che resta sono pareti sottili che da sole reggono male il carico della masticazione.
Sui denti posteriori la parete che cede si spezza verso il basso, sotto il livello della gengiva. È la frattura che chiude il discorso: nessun materiale rimette insieme una radice divisa in due.
Per questo, quando resta poco, si valuta un intarsio o una corona che abbraccino le cuspidi. Su un incisivo il carico è diverso e spesso basta una ricostruzione. La copertura va messa a preventivo insieme alla terapia, non un anno dopo.

Molti anni, quando il sigillo interno tiene e la copertura sopra è adeguata. Le cause di resa sono tre: una carie nuova sul bordo del restauro, una frattura, un canale rimasto fuori dalla pulizia.
La prima è la più frequente e la più evitabile: il confine fra materiale e smalto naturale è una linea sottile dove il biofilm si ferma volentieri. È la zona che l'igienista sorveglia a ogni richiamo.
L'elemento non avvisa più con il freddo, perché il sensore è stato tolto: un problema nuovo può crescere in silenzio per un anno. Su una bocca con lavori di questo tipo i controlli periodici non sono un di più.

Su quanta parete sana resta sopra la gengiva, su quanto osso circonda la radice e sul ruolo che quell'elemento ha nella tua masticazione. Il dolore non entra nel calcolo.
La regola pratica è questa: se dopo aver tolto il tessuto malato resta un anello di parete sana attorno, conservare ha basi solide. Se il bordo sano è già sotto la gengiva su due lati, ogni ricostruzione parte in svantaggio.
Poi c'è la contabilità onesta: curare un elemento che cederà fra un anno costa la cura più la sostituzione. Quando i numeri dicono questo, lo diciamo in visita.

Contando le voci, non il totale. Devono comparire separati il lavoro sui canali, l'eventuale medicazione, la ricostruzione che verrà dopo e il controllo a distanza: se manca la terza, quel foglio non racconta la spesa vera.
Il numero dei canali cambia l'impegno: un incisivo ne ha in genere uno, un molare tre o quattro. È corretto che il preventivo lo specifichi, così capisci perché due cure con lo stesso nome costano diverso.
Gli importi stanno nella pagina dei prezzi della devitalizzazione, non qui. Un secondo parere è ragionevole quando ti propongono di togliere un dente che non fa male, o quando nessuno ti ha mostrato una lastra.

Il Dott. Cristiano Spallanzani, che qui segue conservativa, endodonzia e chirurgia orale. Visita, esegue e rivede: l'elemento che apre è quello che richiude e controlla nei mesi successivi.
Lastre e TAC Cone Beam 3D si eseguono nella stessa sede, quindi fra la diagnosi e la terapia non si perdono settimane a rimbalzare fra indirizzi diversi. Siamo fuori dalla ZTL, con parcheggio davanti all'ingresso.
Il confronto fra tutte le strade possibili sta nella pagina madre dell'endodonzia. Se non sei mai stato qui, si parte dalla prima visita: si guarda tutta la bocca, non solo il dente che si è fatto notare.

La più comune è un uomo sui quarantacinque che arriva da Vecchiano o da Migliarino lungo l'Aurelia, con un molare ricostruito quindici anni fa e mai più toccato. Sotto la vecchia otturazione c'è una carie che ha lavorato al buio.
La seconda è una ragazza che studia all'università e abita in città: un incisivo urtato in bici anni prima, nessun male, ma il colore che ha virato. Da Porta a Lucca a Ghezzano sono pochi minuti e la lastra si fa nella stessa visita.
La terza è una signora di San Giuliano Terme o di Uliveto Terme che ha già iniziato un antibiotico del medico di famiglia e sta meglio. È un sollievo temporaneo: la causa sta dentro il dente e il farmaco non ci arriva.

Aprire i canali di un elemento che non ne ha bisogno e accanirsi su uno che non regge sono due errori uguali e contrari. Ecco i casi in cui lo diciamo in visita.






Un'otturazione o una devitalizzazione hanno un prezzo per dente, che dipende da quanto dente resta e da quanti canali ha.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per devitalizzazione a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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In genere fra un'ora e un'ora e mezza per un molare, meno per un incisivo. Si può dividere in due volte, ma su un dente con infezione attiva conviene chiudere il prima possibile.
Sì, nella maggior parte dei casi. L'anestesia svanisce in un paio d'ore e nel frattempo conviene non mangiare, per non morsicarsi la guancia. Chi parla molto per lavoro preferisce spesso l'appuntamento di fine giornata.
Con la sola anestesia locale sì. Se hai fatto la sedazione cosciente con protossido si attende il tempo indicato in sede e, quando possibile, è preferibile farsi accompagnare.
Può succedere, soprattutto sugli incisivi e a distanza di anni. Quando accade si valuta un trattamento che agisce dall'interno della camera, che è la strada meno invasiva prima di pensare a una copertura esterna.
Poche settimane, non mesi. La chiusura provvisoria non è pensata per reggere a lungo la masticazione: si consuma, si infiltra e rimette in circolo i batteri che si erano appena tolti.
Sì, scegliendo il tipo adatto alla tua situazione. Porta con te l'elenco dei farmaci che assumi: serve a decidere prima di iniziare, non a complicare l'appuntamento.
No. L'anestesia locale è compatibile e un'infezione lasciata correre comporta più rischi. Segnalalo quando prenoti, così che ogni eventuale prescrizione ne tenga conto.
Va sistemata presto, perché è proprio lei a proteggere lo spazio interno. Telefona e si trova posto: nel frattempo non masticare da quel lato e sciacqua dopo i pasti.
Sì. Si accede anche con gli attacchi in posizione e, se il punto è scomodo, ci si coordina con chi segue l'ortodonzia. Non è un motivo per interrompere il percorso di allineamento.
I prodotti applicati all'esterno non ne cambiano il colore, perché la causa dello scurimento sta dentro. Se ne parla dopo aver stabilizzato il colore degli altri, valutando la soluzione adatta a quel singolo elemento.
Esiste una terapia dedicata, diversa da quella dell'adulto, perché sotto sta il germe del permanente. Si decide caso per caso e la valuta chi segue i bambini nello studio.
Si telefona allo 050 9910086 o si scrive su WhatsApp al 351 8207758 dicendo da quando dura e quanto è intenso. Lo studio riceve dal lunedì al sabato mattina in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, con parcheggio davanti.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.