Estetica dentale a Pisa
Scanner intraorale e simulazione del disegno finale provata sui tuoi elementi prima di preparare qualsiasi cosa: il progetto lo segue il Dott. Edoardo Palla, in Via Carducci a Ghezzano.
Scanner intraorale e simulazione del disegno finale provata sui tuoi elementi prima di preparare qualsiasi cosa: il progetto lo segue il Dott. Edoardo Palla, in Via Carducci a Ghezzano.
Questa pagina spiega l'estetica dentale a Pisa come una sequenza di scelte reversibili finché è possibile: da che cosa dipende l'armonia di un sorriso, quale strada corrisponde a quale problema, perché la forma si prova in bocca prima di preparare, che cosa va curato prima di cominciare, quanto reggono i lavori nel tempo e come si legge il preventivo. Chiudono i casi tipici di Ghezzano e le domande della segreteria.
Chi cerca l'estetica dentale a Pisa non arriva mai con una richiesta tecnica. Arriva dicendo che nelle fotografie tiene le labbra chiuse, o che un incisivo non gli è mai piaciuto. Qui trovi come quella frase diventa un progetto misurabile, e quali alternative esistono prima di toccare un solo millimetro di smalto.
Questa è la pagina generale. Le singole strade hanno una pagina propria, perché cambiano costo, durata e quantità di smalto toccato.
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Si decide quale sia il problema reale, che quasi mai coincide con quello dichiarato. Chi dice «voglio i denti bianchi» spesso ha un incisivo ruotato; chi dice «voglio le faccette» a volte risolve con mezz'ora di composito.
La visita comincia con fotografie e con una domanda semplice: che cosa esattamente ti dà fastidio quando ti guardi. Da lì si separano quattro variabili che si trattano in modi diversi: tinta, profilo, proporzioni, posizione.
Solo la posizione richiede l'ortodonzia. La tinta da sola si affronta schiarendo. Profilo e proporzioni si correggono con materiale aggiunto o con ceramica. Confondere le quattro variabili è il motivo per cui certi lavori non convincono chi li porta.
Alla fine ricevi un preventivo scritto con le alternative in fila, dalla meno invasiva alla più impegnativa, e te lo porti a casa. Nessuna decisione si prende con il tovagliolino al collo.

Le proporzioni fra un elemento e l'altro e il rapporto con il labbro, non il candore. Un sorriso riuscito è quello che nessuno nota: si nota la persona.
Gli incisivi centrali dettano la misura, i laterali stanno leggermente indietro e più corti, i canini reggono gli angoli. Quando questa gerarchia salta, l'occhio se ne accorge anche senza saper dire perché.
Contano poi tre dettagli che quasi nessuno nomina: la linea delle gengive, la curva che il bordo degli incisivi disegna rispetto al labbro inferiore, e la quantità di gengiva che si vede ridendo. Su quest'ultima a volte si interviene sul contorno, non sugli elementi.

Si sale di invasività solo quando la soluzione precedente non regge. Uno spigolo scheggiato si ricostruisce in una seduta; più elementi da rivedere in forma e colore chiedono ceramica; una struttura già molto compromessa chiede una copertura completa.
Il composito si applica direttamente in poltrona, si modella nella stessa seduta e si ritocca negli anni. Costa meno e si ripara con facilità, ma assorbe pigmento e va rifinito periodicamente.
Le lamine in ceramica si costruiscono in laboratorio su una scansione e si incollano sulla superficie esterna. Tengono la tinta molto più a lungo e richiedono una riduzione minima, comunque non reversibile: per questo si decide dopo la simulazione, mai prima.
La corona entra in gioco quando le pareti residue non basterebbero a reggere una lamina sottile, tipicamente su elementi già devitalizzati e ricostruiti più volte.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Sì, e qui è un passaggio obbligato. Si costruisce una simulazione del disegno finale e la si appoggia sui tuoi elementi, senza preparare nulla: guardi, parli, sorridi allo specchio e dici se ti somiglia.
La scansione si esegue con lo scanner intraorale, senza paste né cucchiaio. Sul modello digitale si progetta la proposta, il laboratorio la realizza e la si applica in modo temporaneo.
È il momento in cui si può cambiare tutto senza conseguenze: accorciare, arrotondare, spostare la linea centrale. Chi vuole, la fotografa e la mostra a casa prima di confermare.
Un risultato tecnicamente ineccepibile che non somiglia alla persona è un lavoro sbagliato. Questo passaggio serve esattamente a evitarlo, e costa una seduta.

Gengive infiammate, carie in corso e vecchie otturazioni infiltrate. Un restauro appoggiato su un terreno non sano si scolla dal bordo entro pochi mesi, e il difetto compare proprio dove non dovrebbe.
La valutazione parte sempre da una seduta di igiene e, quando serve, da radiografie di controllo. Se il margine gengivale sanguina, la ceramica non può essere incollata con precisione: il campo non è asciutto e il bordo resta imperfetto.
Si guarda anche come le due arcate si incontrano. Chi digrigna di notte scheggia ceramica e composito con regolarità: prima si protegge con un bite, poi si costruisce.

La ceramica ben incollata su un terreno sano regge molti anni; il composito chiede ritocchi più frequenti. A far cedere entrambi non è il materiale, sono il digrignamento notturno e l'igiene che si allenta.
Il punto debole non è la superficie ma il bordo, la linea dove il materiale incontra l'elemento naturale. Lì si deposita il biofilm, e lì nasce la carie che obbliga a rifare tutto. I richiami dell'igienista servono soprattutto a sorvegliare quella linea.
Alcune abitudini pesano più di altre: aprire buste con i denti, mordere penne, masticare ghiaccio. Non sono avvertenze di rito, sono le cause concrete delle riparazioni che vediamo.
Nessun risultato è garantito nel tempo, e chi lo promette sta vendendo qualcosa. Quello che possiamo dirti è che cosa aumenta le probabilità che duri, e lo scriviamo nel piano.

Voce per voce, contando gli elementi coinvolti e verificando che ci siano la simulazione, l'eventuale provvisorio e i controlli. Un preventivo che indica solo un totale non permette di confrontare nulla.
Le domande da fare sono quattro: quanti elementi si toccano, quale materiale, quante sedute, che cosa succede se una lamina si scheggia fra due anni. Le risposte vanno messe per iscritto.
Gli importi delle singole prestazioni stanno nella pagina dei prezzi delle faccette e nella pagina prezzi generale, non dentro un testo che non conosce il tuo caso.
Un secondo parere è sensato quando ti viene proposto di intervenire su otto o dieci elementi mentre a disturbarti ne è uno, quando nessuno ti ha mostrato una simulazione, quando l'ortodonzia non è mai stata nominata come alternativa.

Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004 e in Via Carducci dal 2011. Segue il progetto dalla prova alla cementazione e ti rivede ai controlli.
Il progetto si costruisce con il laboratorio odontotecnico: le verifiche di tinta si fanno con la luce del giorno, perché la lampada della poltrona racconta una sfumatura che fuori non esiste.
Quando a disturbare è la tinta e non il profilo, il percorso passa dal Dott. Antonio Rizzica, igienista dello studio, che segue lo sbiancamento partendo da gengive sane.
Il punto di partenza per chi non è mai stato qui resta la prima visita, in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano: fuori dalla ZTL, con parcheggio davanti all'ingresso.

La richiesta più comune riguarda un solo incisivo: scheggiato anni prima, oppure più scuro degli altri dopo una vecchia devitalizzazione. Arriva da persone fra i trenta e i quarantacinque che lavorano in città e vengono da Porta a Lucca o da Cisanello. Quasi sempre bastano una ricostruzione o una sola lamina.
La seconda è chi ha una data in agenda: una laurea all'università, un matrimonio, un colloquio. Qui il rischio è comprimere le decisioni, e lo diciamo subito: se il tempo non basta per la prova e per i controlli, si fa la parte reversibile adesso e il resto dopo.
La terza arriva dai comuni attorno, Cascina e Fornacette lungo la FI-PI-LI, Calci dalla Valgraziosa, Vecchiano lungo l'Aurelia: persone che chiedono di accorpare gli appuntamenti. Impronta digitale e fotografie nella stessa visita, poi la prova, poi l'applicazione: tre viaggi, non sei.

Alcuni desideri non si risolvono con la ceramica, e alcuni non vanno risolti affatto. Sono le cose che diciamo alla prima visita, prima del preventivo.






Per faccette e sbiancamento il preventivo arriva dopo la prova in bocca: prima si vede il risultato, poi si decide.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per smile design a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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No: la preparazione della superficie esterna, per quanto ridotta, non è reversibile. È il motivo per cui la prova in bocca viene prima e non dopo, e per cui alcune situazioni si risolvono con il composito.
In genere tre o quattro: visita con fotografie e scansione, prova della forma, preparazione e impronta, applicazione. Si aggiunge un controllo a distanza di qualche settimana.
Sì, ed è la sequenza corretta: prima si stabilizza il colore degli elementi naturali, poi si costruisce la ceramica su quel tono. Farlo al contrario porta a differenze che non si possono più correggere.
Spesso sì, con un trattamento che agisce dall'interno della camera. È la strada meno invasiva e si valuta prima di proporre una copertura esterna.
La prima si costruisce direttamente in bocca nella stessa seduta ed è riparabile facilmente. La seconda nasce in laboratorio, tiene il colore più a lungo e richiede una preparazione della superficie.
L'obiettivo è che non si veda: si lavora sul colore a strati e sulla superficie. Il confronto si fa con la luce naturale durante la prova, non con la lampada della poltrona.
Si valuta caso per caso e quasi sempre si parte da una protezione notturna e dallo studio di come le arcate si incontrano. Ricostruire senza risolvere la causa significa rifare il lavoro.
No, e diffidare di chi lo afferma è sano. Durata e tenuta dipendono dal materiale, dalle abitudini e dall'igiene: nel piano scritto trovi che cosa ci si può attendere e che cosa accorcia la vita del lavoro.
Sì, ed è la richiesta più frequente. La difficoltà tecnica è riprodurre il colore di un singolo elemento accanto a uno naturale: si risolve con prove dedicate insieme al laboratorio.
Nella maggior parte dei casi no: si usa lo scanner intraorale, che evita il cucchiaio e il fastidio del materiale in bocca. In alcune situazioni particolari l'impronta tradizionale resta utile.
Conviene partire con almeno due mesi di margine, per non comprimere la prova e i controlli. Se il tempo è poco, si esegue la parte reversibile e si completa dopo l'evento.
Si telefona allo 050 9910086 oppure si scrive su WhatsApp al 351 8207758. Lo studio riceve dal lunedì al sabato mattina in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.