TAC dentale a Pisa
Pochi secondi di rotazione e un volume che si può sezionare in ogni direzione: l'esame da cui dipende la scelta di un impianto, di un'estrazione difficile o di un ritrattamento.
Pochi secondi di rotazione e un volume che si può sezionare in ogni direzione: l'esame da cui dipende la scelta di un impianto, di un'estrazione difficile o di un ritrattamento.
Questa pagina spiega la TAC dentale a Pisa nello studio di Via Carducci, a Ghezzano: che cosa distingue il volume tridimensionale da una lastra piatta, quali decisioni cambia davvero, come si svolge l'esame in sede, quanta dose comporta e come si tiene bassa, chi legge le immagini e che cosa ti viene consegnato. Con le situazioni ricorrenti nella zona, il percorso in tre passi e le domande più comuni.
Chi cerca «TAC dentale Pisa» di solito ha già ricevuto una proposta: un impianto, l'estrazione di un dente incluso, un canale da riaprire. E ha bisogno di sapere se quell'esame serve davvero, dove si esegue senza passare da un centro esterno e che cosa comporta in termini di raggi.
Qui trovi le risposte in ordine, con il criterio che guida lo studio: un'immagine si giustifica solo quando può cambiare una decisione. Se non la cambia, non si fa, e il piano di cura lo dice apertamente.
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È una tomografia a fascio conico costruita per le arcate: un solo giro attorno alla testa raccoglie centinaia di proiezioni, che il software ricompone in un volume navigabile, con una dose molto inferiore a quella di un apparecchio ospedaliero.
La sigla tecnica è CBCT. La differenza pratica sta nel campo di ripresa, che qui si restringe alla zona interessata: se la domanda riguarda un solo settore si acquisisce quello e basta, e tutto il resto della testa resta fuori dal fascio.
Cambia anche l'ambiente. Non c'è un tunnel in cui entrare: si sta seduti o in piedi, con la testa appoggiata e il viso libero, e chi soffre di claustrofobia non incontra le difficoltà tipiche di un esame ospedaliero.

Lo spessore dell'osso oltre alla sua altezza, il percorso esatto del nervo alveolare, il pavimento del seno mascellare, l'anatomia reale dei canali radicolari e le fratture sottili che una proiezione appiattisce e nasconde.
Una radiografia piatta sovrappone strutture che nella realtà stanno a profondità diverse. Va benissimo per orientarsi, ma non permette di misurare: dice che l'osso c'è, non quanto è largo nel punto in cui servirebbe appoggiare una radice artificiale.
Il volume invece si taglia dove vuoi, millimetro per millimetro. È la ragione per cui prima di un intervento si passa da qui e non dalla sola panoramica dentale, che resta l'esame di inquadramento generale.

Prima di un impianto, prima di un innesto o di un rialzo del seno, davanti a un dente del giudizio vicino al nervo, e quando un elemento già devitalizzato continua a dare fastidio senza una causa evidente.
Sono le situazioni in cui il piano dipende da un numero. Senza quella misura si procede a stima, e la stima in chirurgia si paga: un'inclinazione sbagliata o un margine di sicurezza sottovalutato non si correggono dopo.
Per la maggior parte delle cure quotidiane, invece, non serve. Una carie fra due molari, un controllo annuale, un restauro da rifare: lì bastano l'esame clinico e una piccola immagine endorale, e proporre altro sarebbe soltanto una dose in più.

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Si tolgono occhiali, orecchini, piercing e protesi rimovibili, si appoggia il mento al sostegno e si resta immobili per pochi secondi mentre l'apparecchio compie un giro: la ricostruzione compare sul monitor subito dopo.
Non serve alcuna preparazione, né digiuno, né accompagnatore: si può venire in pausa pranzo e tornare al lavoro. L'unica richiesta è stare fermi, perché un movimento sfoca il volume e obbliga a ripetere l'acquisizione.
Tutto avviene in Via Giosuè Carducci 51, nello stesso appuntamento in cui è nata la domanda clinica. Non c'è una seconda prenotazione da incastrare, e non c'è un referto da aspettare per posta o da ritirare giorni dopo.

La quantità è una frazione di quella di un apparecchio ospedaliero e si riduce ulteriormente restringendo il campo di ripresa alla sola zona da studiare, che è il principale accorgimento a disposizione.
Il criterio che regola tutto è la giustificazione: si acquisisce solo se l'informazione modifica il piano, mai per completezza documentale. Un esame recente eseguito altrove, se adeguato alla domanda, si legge invece di rifarlo.
In gravidanza si rinvia, salvo necessità che non possono attendere. Nei bambini si evita; negli adolescenti si procede solo con un'indicazione precisa, perché a quell'età il conto fra beneficio e dose va fatto con più severità.

Le legge il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario e iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004, insieme a te sullo schermo; a richiesta ti viene consegnato il file in un formato leggibile altrove.
La lettura condivisa non è una cortesia: davanti al monitor si vede dove c'è osso e dove manca, quanto spazio separa il punto scelto dal nervo, perché una certa soluzione sia proponibile e un'altra no. È il momento in cui la proposta smette di essere una parola e diventa una misura.
Da lì nasce il preventivo scritto, con le alternative quando esistono. Il volume resta archiviato e si confronta con gli esami futuri, così un controllo a distanza di anni parte da un termine di paragone reale.

Perché elimina la catena impegnativa, centro esterno, attesa, ritorno: chi arriva da Cascina, da Calci, da Vicopisano o da Vecchiano fa un viaggio invece di tre e decide nello stesso pomeriggio.
Conta anche per chi lavora a Pisa e non vuole entrare nella ZTL: lo studio è fuori dalla zona a traffico limitato, con parcheggio davanti all'ingresso, e da Cisanello o da Porta a Lucca ci si arriva senza attraversare il centro.
E conta per il secondo parere. Chi porta una proposta ricevuta altrove, fondata su una sola immagine piatta, può rifare la misura qui: a volte conferma, a volte apre una strada che nessuno aveva considerato.

La prima è l'artigiano di Vicopisano che ha perso un molare inferiore anni fa e vorrebbe sostituirlo. Il volume mostra un'altezza sufficiente ma uno spessore ridotto sul versante esterno: la proposta cambia, e cambia prima di cominciare anziché a intervento aperto.
La seconda è la studentessa che arriva da Porta a Lucca con un dente del giudizio inferiore che spinge. La lastra piatta lasciava un dubbio sul rapporto con il nervo; il volume lo scioglie e permette di programmare l'estrazione con la manovra adeguata.
La terza è chi ha un elemento devitalizzato dieci anni fa che ogni tanto si gonfia senza una ragione visibile. Nel volume compare una via secondaria mai trattata, e da lì si decide fra ritrattamento ed estrazione con il preventivo scritto in mano.

Un'immagine senza una domanda clinica è soltanto dose sprecata. In questi casi lo studio non la propone.






Visita, panoramica e TAC hanno un prezzo per esame, scritto nel listino; il resto si decide solo dopo averli letti.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per tac cone beam 3d a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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Non si sente nulla: l'apparecchio non tocca il viso e compie un solo giro. L'unico impegno richiesto è restare fermi per qualche secondo con il mento appoggiato al sostegno.
L'acquisizione dura pochi secondi e la ricostruzione è immediata. Contando il posizionamento e la lettura condivisa davanti al monitor si parla di una decina di minuti.
No. L'indicazione la pone l'odontoiatra durante la visita, quando serve a rispondere a una domanda precisa. Non si esegue su semplice richiesta, senza un motivo clinico.
È l'esame che misura lo spessore dell'osso e localizza il nervo, quindi nella pratica è il presupposto di una progettazione seria. Senza, la scelta della misura si farebbe a stima.
Sì, su richiesta viene consegnato in un formato standard leggibile da altri studi e da specialisti. È utile se devi chiedere un parere a un chirurgo o a un ortodontista.
No, risponde a domande diverse. La proiezione panoramica dà il quadro d'insieme delle arcate, il volume serve quando occorre misurare una zona circoscritta.
Sì, anche se il metallo può creare artefatti attorno a sé. Il medico lo tiene presente nell'interpretazione e, se serve, restringe il campo per ridurre il disturbo.
Sì. Le parti metalliche producono qualche riflesso nell'immagine, ma non impediscono la valutazione dell'osso e delle radici, che è il motivo per cui l'esame viene richiesto.
Occhiali, orecchini, collane, piercing, forcine e protesi rimovibili: il metallo lascia ombre. Otturazioni e corone fisse restano al loro posto e non creano problemi rilevanti.
Se è recente e comprende la zona che interessa, si legge quello e non si ripete nulla. Porta il supporto digitale o il collegamento per scaricarlo.
Resta nella tua cartella clinica e viene richiamato ai controlli successivi. Poter confrontare due acquisizioni distanti nel tempo è spesso più utile della singola immagine isolata.
Il personale dello studio abilitato all'uso dell'apparecchiatura, sotto la responsabilità del Direttore Sanitario. La lettura clinica resta in capo al medico che ti segue.
In Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, fuori dalla ZTL e con parcheggio davanti. Telefono 050 9910086 o WhatsApp 351 8207758.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.