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Trattamenti · Dott. Edoardo Palla

All-on-4 a Pisa

Un'arcata intera sostenuta da quattro appoggi, pianificata sulla radiologia tridimensionale eseguita in sede e seguita negli anni dal Dott. Edoardo Palla, in Via Carducci a Ghezzano.

All-on-4 a Pisa: cosa trovi in questa pagina

Questa pagina spiega la riabilitazione All-on-4 a Pisa: perché quattro appoggi reggono un'arcata completa, chi ne ricava un vantaggio reale e chi invece farebbe meglio a percorrere un'altra strada, come si svolge la giornata dell'intervento, in che cosa la struttura di passaggio differisce da quella definitiva, come si confronta questa soluzione con una protesi removibile ancorata, che cosa chiede ogni giorno il mantenimento e come si legge il piano di cura. In fondo trovi le storie che ricorrono in questa zona, le controindicazioni e le domande più frequenti.

Se stai leggendo questa pagina, con ogni probabilità qualcuno ti ha detto che i denti di un'arcata non sono più recuperabili e ti sei ritrovato davanti a due sole parole: dentiera oppure un perno per ogni elemento mancante. Esiste una terza via, e il punto non è se sia moderna, ma se sia adatta a te.

L'idea è semplice da spiegare e complessa da eseguire: quattro appoggi posizionati dove il volume osseo è ancora buono sorreggono un'unica struttura rigida con tutti i denti. Il quadro generale sulle radici artificiali sta nella pagina impianti dentali a Pisa.

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All-on-4 a Pisa: la sala operativa dello studio di Via Carducci a Ghezzano

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All-on-4: come funziona

  • Perché per un'arcata intera bastano quattro appoggi e non dodici?

    Perché una struttura rigida distribuisce il carico su tutta la sua lunghezza: non serve un sostegno sotto ogni dente, serve che i sostegni stiano nei punti giusti.

    Il volume osseo non si consuma allo stesso modo dappertutto. Nella zona anteriore resiste più a lungo; verso il fondo si riduce prima, e proprio lì si affacciano il seno mascellare in alto e il decorso del nervo in basso. Quattro appoggi sfruttano la parte che è rimasta.

    I due sostegni posteriori vengono inclinati apposta: così la base d'appoggio si allunga verso il fondo dell'arcata senza cercare zone in cui il volume non c'è più, e spesso si evita una ricostruzione preliminare che allungherebbe i tempi di mesi.

    • Due sostegni anteriori. Inseriti dritti, dove l'osso è più compatto e si è conservato meglio negli anni.
    • Due sostegni posteriori inclinati. Portano l'appoggio più indietro aggirando seno mascellare e decorso nervoso.
    • Una struttura rigida sopra. Collega i quattro punti e ripartisce la spinta della masticazione: è lei che fa il lavoro.
    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • All-on-4 a Pisa: chi ne ricava un vantaggio e chi no?

    Ne ricava un vantaggio chi ha un'arcata compromessa e non sopporta qualcosa che si toglie; non ne ricava nulla chi ha ancora elementi curabili in bocca.

    Il guadagno più grande lo descrivono tutti allo stesso modo: smettere di pensarci mentre si sta a tavola con altri. Niente movimento mentre mastichi, niente palato coperto, niente gesto serale davanti al lavandino.

    Il rovescio è altrettanto netto. Togliere elementi ancora sani o curabili per uniformare un'arcata non è una scorciatoia: è una perdita che non si recupera. Prima si guarda che cosa resta in piedi, e solo dopo si ragiona sulla riabilitazione completa.

    Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare
  • Come si svolge la giornata dell'intervento All-on-4?

    In una sola seduta in anestesia locale: si liberano le zone dagli elementi non recuperabili, si preparano i quattro alloggiamenti e si verifica la tenuta di ciascun appoggio.

    La programmazione arriva prima, sulla scansione tridimensionale eseguita in sede: lì si scelgono inclinazione, lunghezza e punto esatto di ogni appoggio, e il laboratorio prepara in anticipo la struttura di passaggio. In sala si esegue un progetto, non si improvvisa una posizione.

    Chi affronta male le sedute lunghe può chiedere la sedazione cosciente con protossido: resti sveglio e collaborante, ma la tensione scende sensibilmente. Si concorda quando si fissa la data, perché cambia l'organizzazione dell'intera giornata.

    Se i quattro appoggi raggiungono la tenuta necessaria, la struttura di passaggio si avvita in tempi brevi; se non la raggiungono, si segue la strada concordata in anticipo. Le condizioni di questa verifica sono descritte nella pagina sul carico immediato.

    L'accoglienza dello studio dentistico del Dott. Edoardo Palla in Via Carducci a Ghezzano, Pisa

Arcata fissa su impianti a Pisa: vuoi un parere sul tuo caso?

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All-on-4: le domande di chi decide

  • Che differenza c'è tra la struttura di passaggio e quella definitiva?

    Materiali, precisione e scopo. La prima ti fa attraversare i mesi di guarigione; la seconda nasce da rilevazioni fatte a tessuti stabilizzati e prove in bocca.

    La struttura di passaggio è più leggera e volutamente meno impegnativa sotto carico: deve stare ferma e proteggere la guarigione. La sua forma viene aggiustata nei richiami, perché in quei mesi la gengiva cambia profilo.

    Quella definitiva si costruisce quando il quadro si è assestato. Si rilevano le arcate, si prova la disposizione dei denti, si verificano fonetica e contatti, e solo allora il laboratorio finisce il lavoro. Saltare le prove per accorciare i tempi è il modo più diffuso di ritrovarsi scontenti.

    Render clinico dell'intervento implantare: la vite in titanio nell'osso e il cacciavite chirurgico
  • All-on-4 o protesi removibile ancorata: come si sceglie?

    Si sceglie su tre cose: quanto osso resta, quanto conta per te non togliere nulla la sera e quanta manualità hai per pulire sotto una struttura.

    La soluzione ancorata rimovibile chiede meno appoggi e meno chirurgia, si stacca e si lava sotto l'acqua: per chi ha poca manualità o una situazione generale delicata è spesso la scelta sensata, non un ripiego. La struttura fissa chiede più impegno e restituisce più comodità.

    Le differenze fra le varie configurazioni complete, con quattro o più appoggi, sono spiegate nella pagina sulla dentiera fissa. Qui il punto è un altro: la scelta si fa sulla tua giornata reale, non sull'idea astratta di soluzione più avanzata.

    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Che cosa chiede ogni giorno una struttura avvitata?

    Chiede di pulire sotto, dove lo spazzolino da solo non entra, e di presentarsi ai richiami in cui la struttura viene smontata e igienizzata.

    Fra la struttura e la gengiva esiste uno spazio sottile in cui i depositi si accumulano senza farsi notare. Si pulisce con scovolini lunghi, filo dedicato e getto d'acqua: il gesto si impara una volta, in studio, sulla tua bocca, e poi si ripete ogni sera.

    Ai richiami la struttura viene svitata, pulita fuori dalla bocca, e i tessuti attorno a ciascun appoggio vengono sondati e annotati. È il controllo che intercetta un'infiammazione mentre è ancora reversibile: come funziona è descritto nella pagina sull'igiene degli impianti.

    Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare
  • Come si legge il piano di cura di un All-on-4 alle porte di Pisa?

    Verificando che ogni fase abbia una riga propria e che siano scritte nero su bianco le due cose che i totali unici nascondono: i richiami e le prove.

    Un piano leggibile separa la fase chirurgica, gli appoggi, la struttura di passaggio e quella definitiva, e dichiara quante sedute servono per le prove. Se una voce manca, non significa che sia inclusa: significa che non sai se lo sia.

    Il foglio ti viene consegnato stampato, con accanto le alternative che sono state scartate e il perché. Le fasce del listino stanno nella pagina quanto costa un impianto dentale. Se arrivi con una proposta ricevuta altrove, portala: una visita dentistica serve anche a rileggerla insieme.

    L'accoglienza dello studio dentistico del Dott. Edoardo Palla in Via Carducci a Ghezzano, Pisa
Ghezzano, Pisa

All-on-4 a Pisa: le situazioni più frequenti

Il caso più frequente in Via Carducci: una persona fra i sessantacinque e i settantacinque anni, fra Ghezzano, Pontasserchio e i Passi, che porta una protesi removibile da anni e ha smesso di accettare inviti a cena. La domanda iniziale riguarda l'età; la risposta riguarda l'osso rimasto, i farmaci e le mani.

La seconda: chi ha ancora quasi tutti gli elementi, ma mobili per una malattia gengivale trascurata, e arriva convinto di doverli togliere in blocco. La visita separa quello che si salva da quello che non si salva, e a volte la conclusione è che il momento non è arrivato.

La terza riguarda chi scende dalla Valgraziosa o arriva da Vicopisano e ragiona in viaggi: valutazione e radiologia in un solo appuntamento, la seduta operativa, la consegna. I richiami si incastrano nel calendario di chi si sposta.

Render clinico dell'intervento implantare: la vite in titanio nell'osso e il cacciavite chirurgico

Quando l'All-on-4 non è la scelta giusta?

È una riabilitazione con indicazioni precise, e dirne i limiti fa parte del mestiere. In queste condizioni si imbocca un'altra strada, o si aspetta.

  • Elementi ancora curabili in arcata. Finché una cura conservativa, gengivale o protesica li tiene in funzione, non si estraggono per uniformare l'arcata.
  • Volume anteriore insufficiente. La tecnica si regge sulla parte davanti: se lì manca materiale, si valuta una ricostruzione o una configurazione diversa.
  • Malattia gengivale ancora attiva. Prima si porta sotto controllo l'infiammazione, altrimenti si costruisce su un terreno che continua a cedere.
  • Aspettativa di un risultato assicurato in giornata. La struttura di passaggio avvitata subito dipende da una misura presa in sala: non è una riga che si firma prima.
  • Igiene sotto la struttura non sostenibile. Chi non riesce a pulire ogni giorno sotto la trave ottiene di più da una soluzione ancorata che si toglie e si lava.
Il percorso

Come si arriva a all-on-4: tre passi

Render clinico dell'intervento implantare: la vite in titanio nell'osso e il cacciavite chirurgico
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Un appuntamento per capire. Visita, radiologia tridimensionale in sede e lettura del caso: esci sapendo se l'arcata fissa è praticabile e quali alternative esistono.

Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
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Il piano scritto, letto a casa. Fasi separate, numero di sedute per le prove, alternative scartate con la motivazione accanto: lo porti via e decidi con calma.

Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare
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Seduta operativa e mantenimento. Quattro appoggi in un'unica seduta in anestesia locale, struttura definitiva dopo la guarigione, poi richiami con lo stesso medico.

Render clinico dell'intervento implantare: la vite in titanio nell'osso e il cacciavite chirurgico
Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare

Come si può pagare?

Un impianto si paga per fasi: la chirurgia, poi la protesi. Nessuna delle due si inizia senza un preventivo scritto.

Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.

Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.

I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.

  • Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
  • Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
  • Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.

050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00

Il primo passo è una visita

Un consulto per all-on-4 a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.

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All-on-4 a Pisa: domande frequenti

  • Quattro è la configurazione di riferimento, ma non è un dogma. In alcune arcate se ne usano cinque o sei, soprattutto quando la lunghezza da coprire è maggiore o il volume osseo lo consente. Il numero si decide sulla radiologia tridimensionale, dopo la visita.

  • No, e non è previsto che tu riesca a farlo. Resta avvitata in bocca e viene rimossa soltanto in studio, durante i richiami di controllo e igiene. La pulizia quotidiana si fa con la struttura in posizione, usando strumenti che passano sotto.

  • Sì, quando le condizioni generali e ossee lo permettono. Spesso però si preferisce distanziare i due interventi, così durante la guarigione di un'arcata resta l'altra a lavorare. È una scelta che si fa insieme, guardando anche i tuoi impegni.

  • Più a lungo di un inserimento singolo, perché comprende le estrazioni necessarie, la preparazione di quattro alloggiamenti e l'adattamento della struttura di passaggio. La stima precisa arriva dopo la radiologia, quando si conosce il caso, e ti viene detta quando si fissa la data.

  • Alimenti di consistenza ridotta per tutto il periodo indicato dal medico. La struttura di passaggio non va caricata come quella definitiva, e il motivo non è la sua fragilità ma la guarigione in corso attorno ai quattro appoggi. Le indicazioni ti vengono consegnate scritte.

  • Accade in una minoranza di situazioni. Si rimuove, si lascia guarire la zona e, quando le condizioni tornano adeguate, si reinserisce. La struttura nel frattempo viene gestita in modo da non restare senza denti: è uno degli scenari da mettere per iscritto prima di iniziare.

  • Più ravvicinati nel primo anno, poi a intervalli decisi sul singolo caso. Chi fuma o ha avuto una malattia gengivale ha bisogno di controlli più stretti. In ogni richiamo la struttura viene svitata, igienizzata, e i tessuti attorno agli appoggi vengono sondati e registrati.

  • Nelle prime settimane sì, soprattutto con la struttura di passaggio: la lingua deve riorganizzare i suoi punti di appoggio. Di norma la pronuncia si riassesta in tempi brevi, e la fonetica è una delle cose che si verificano durante le prove della definitiva.

  • Pesa parecchio, perché riduce l'irrorazione dei tessuti attorno agli appoggi e rende più probabile un'infiammazione tardiva. Non ti verrà chiesto di smettere come condizione formale, ma di saperlo e di parlarne apertamente prima di firmare qualsiasi cosa.

  • La valutazione si fa, ma non si decide da soli. Alcune terapie che agiscono sul metabolismo osseo richiedono un confronto con il medico curante prima di qualunque intervento. Porta l'elenco completo dei farmaci al primo appuntamento, compresi quelli sospesi di recente.

  • Di solito sì, e il tipo di riparazione dipende dai materiali con cui è costruita. Alcune soluzioni si riparano direttamente in studio, altre chiedono un passaggio in laboratorio. È una delle informazioni da chiedere prima di scegliere fra le varianti proposte.

  • Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario dello studio, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa con il numero 427 dal settembre 2004. È la stessa persona a valutare il caso, a operare e a seguirti nei richiami degli anni successivi.

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Le pagine collegate

Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.