Quanto costa il dentista a Pisa
I prezzi di listino dello studio con accanto la spiegazione di come si formano: che cosa fa salire una voce, che cosa resta fuori e perché il numero che conta è quello del documento firmato dopo la visita.
I prezzi di listino dello studio con accanto la spiegazione di come si formano: che cosa fa salire una voce, che cosa resta fuori e perché il numero che conta è quello del documento firmato dopo la visita.
Questa pagina spiega i prezzi del dentista a Pisa nello studio di Ghezzano e come leggerli: perché la stessa cura ha cifre diverse in bocche diverse, che cosa c'è dentro una voce di listino e che cosa no, perché solo il documento firmato dopo l'esame fa testo, come si distribuisce il pagamento su una cura lunga, quando la strada meno costosa è anche quella giusta e quando invece costa di più nel tempo. Dalle quattro pagine di dettaglio si arriva alle tabelle complete.
Chi digita «quanto costa il dentista» vuole un numero prima di alzare il telefono, ed è una richiesta ragionevole: nessuno prenota una cura di cui non riesce a immaginare l'ordine di grandezza. Qui i numeri ci sono, presi dal listino dello studio, con accanto la sola cosa che li rende utili: da che cosa dipendono.
Lo studio riceve in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, fuori dalla ZTL e con parcheggio davanti. Le tabelle complete stanno nelle quattro pagine di dettaglio: impianti, faccette, devitalizzazione e protesi.
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Prezzi del listino dello studio aggiornati al 2026-09-06. Il preventivo scritto, consegnato dopo la visita, è l'unico che vale per il tuo caso.
| Prestazione | Da | A | Note |
|---|---|---|---|
| Igiene orale professionale | 80 € | 120 € | Seduta ordinaria 80–90 €; con Airflow 120 €. |
| TAC Cone Beam 3D | 80 € | 80 € | |
| Otturazione | 125 € | 225 € | Secondo l'estensione della carie (classe I–V). |
| Devitalizzazione | 325 € | 445 € | Secondo il numero di canali. |
| Levigature radicolari | 180 € | 700 € | Per quadrante 180 €, per arcata 350 €, protocollo full-mouth 700 €. |
| Estrazione | 135 € | 475 € | Dalla semplice al terzo molare incluso. |
| Impianto singolo (vite) | 950 € | 1.150 € | Carico differito o immediato; corona e moncone a parte. |
| Corona definitiva | 450 € | 1.100 € | Secondo il materiale. |
| Faccetta, per dente | 350 € | 960 € | Composito 350 €, ceramica artigianale 960 €. |
| Protesi mobile totale, per arcata | 2.865 € | 2.865 € |
Perché il nome della cura descrive il gesto, non il caso: lo stesso gesto su due persone può richiedere una seduta o quattro, e materiali diversi.
Un canale con tre radici impegna il doppio del tempo di uno con una sola. Una vite inserita dove l'osso è abbondante è un intervento breve; la stessa vite dove l'osso si è riassorbito richiede una fase in più. Il listino può dire l'estremo basso e l'estremo alto, non dove cadrai tu.
È la ragione per cui molte righe qui sotto portano due cifre invece di una. Leggerle come se fossero un'unica cifra, magari la prima, è il modo più rapido per restare delusi quando arriva il conto.

Comprende il lavoro clinico e i materiali di quella voce; restano fuori le cure che devono venire prima e le fasi che si aggiungono solo in certi casi.
Le tre famiglie di costo sono sempre le stesse, e un documento leggibile le tiene separate invece di fonderle in un totale unico.

Perché è l'unico documento costruito sulla tua bocca, con le voci separate, le alternative accanto e una firma sotto.
Una cifra detta al telefono è una media di casi che non sono il tuo, e non impegna nessuno. Il foglio che ricevi al termine della prima visita elenca ogni passaggio, dice che cosa non è compreso e resta in mano tua da rileggere a casa, con calma.
Il piano di cura si legge seduti, non in poltrona con il bavaglio al collo. Se una voce non è chiara si chiede prima di firmare: ciò che non si capisce non si accetta, si fa spiegare.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Qui sotto ci sono le voci più richieste, nella forma in cui compaiono nel listino: servono a orientarsi prima della visita, non a sostituirla.
Le righe con due cifre indicano gli estremi di una stessa categoria: l'estensione di una lesione, il numero di radici, il materiale scelto in laboratorio. Ogni famiglia ha una pagina che scompone la voce e spiega da che cosa dipende.

Seguendo le tappe del piano: si concorda prima di cominciare quali passaggi si pagano quando, e le condizioni restano scritte nero su bianco.
Una riabilitazione su impianti si distende su mesi, perché fra la chirurgia e la protesi definitiva c'è un tempo biologico che nessuno può accorciare. Il pagamento segue quel calendario, non lo anticipa: è il modo più semplice per non trovarsi davanti a una cifra unica.
Le spese odontoiatriche rientrano fra quelle detraibili nella misura prevista dalla normativa vigente, a condizione che siano documentate da fattura e pagate con strumenti tracciabili. Conserva le ricevute anche quando la cura attraversa due anni fiscali diversi.

È giusta quando risolve il problema con il gesto più piccolo; non lo è quando rimanda soltanto, e il rinvio costa più della differenza risparmiata.
Curare una lesione piccola con una ricostruzione diretta è meno costoso e più conservativo di qualunque alternativa: qui la scelta economica e quella clinica coincidono, e chi propone di più sta proponendo troppo.
Il ragionamento si rovescia quando la struttura rimasta non regge. Riempire un elemento che avrebbe bisogno di una copertura significa pagare due volte: prima il riempimento, poi la frattura e ciò che ne consegue. La strada corretta si riconosce perché regge nel tempo, non perché è la più economica oggi.

Voce per voce, cercando tre cose: che cosa è compreso, quante sedute sono previste e che cosa succede se durante la cura il quadro cambia.
Le domande utili sono poche e sempre le stesse. La corona è dentro o fuori? Gli esami sono conteggiati? Chi segue i controlli negli anni? Un documento che risponde a tutte e tre è un documento leggibile, qualunque sia il totale in fondo.
Portarlo non impegna a nulla e serve a te: si mettono le voci accanto a ciò che si vede in bocca e, se per decidere serve un esame tridimensionale, si esegue nello stesso appuntamento.

Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004, insieme al collega che seguirà quella parte del lavoro.
Il documento nasce alla fine della visita, non il giorno dopo per telefono: chi ha guardato la bocca è la stessa persona che scrive le voci e che risponde alle obiezioni. Quando il piano coinvolge più aree, ogni parte porta il nome di chi la eseguirà.
La segreteria è il posto dove si chiariscono tempi, fasi e documenti: si chiama o si scrive su WhatsApp negli orari di apertura, anche solo per far rileggere un foglio ricevuto altrove.

La prima è quella di chi rimanda da un anno e chiede la cifra al telefono prima di prendere l'appuntamento. La risposta sincera è che il listino dà l'ordine di grandezza e la visita dà il numero, e che quasi sempre chi rimanda scopre di essere ancora nella fascia bassa, non in quella alta.
La seconda arriva da chi lavora a Cisanello o nella zona a nord della città e fa i conti in ore, non in euro: quante volte dovrò tornare. Le sedute si raggruppano dove la clinica lo consente, e questo non compare in nessuna riga del listino pur pesando sulla decisione.
La terza è di chi arriva da Cascina o da Fornacette con un foglio di un altro studio e vuole solo capirlo. Si legge insieme, voce per voce, senza commentare le scelte di chi l'ha scritto: quello che si può dire riguarda la bocca che si ha davanti.

Una tabella orienta e nient'altro. Queste quattro cose si sanno soltanto dopo che qualcuno ha guardato la tua bocca.






Il listino qui sotto è il punto di partenza; il preventivo scritto è quello che vale per il tuo caso.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per prezzi a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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La visita ha il suo costo, comunicato al momento della prenotazione; il documento che ne nasce è compreso in quella prestazione. Te ne vai con il foglio in mano, e resta tuo anche se decidi di curarti altrove o di non curarti affatto.
Perché raccolgono situazioni cliniche diverse sotto lo stesso nome: l'estensione di una lesione, il numero di radici di un elemento, il materiale con cui il laboratorio costruisce un manufatto. La cifra singola nasce solo quando si sa in quale di quelle situazioni sei.
Riporta la data e la validità indicata sul documento. Se passa molto tempo si rivede in un controllo: non per aggiornare i numeri, ma perché una lesione che avanza sposta il piano, e il piano sposta il totale.
Sì, e capita spesso. Si stabilisce insieme una priorità clinica: prima ciò che sta peggiorando, poi ciò che può aspettare senza danno. Quello che si rimanda resta scritto in cartella e si riguarda al controllo successivo.
Le spese odontoiatriche rientrano fra quelle detraibili nella misura prevista dalla normativa vigente. Servono la fattura intestata a chi porta la spesa in dichiarazione e un pagamento tracciabile: bancomat, carta o bonifico.
Le sedute previste sono indicate nel piano scritto. Se durante la cura emerge qualcosa che non era visibile prima, ci si ferma e se ne parla: una variazione si concorda, non si scopre alla fine leggendo la fattura.
La cifra viene detta in segreteria al momento della prenotazione, così la sai prima di venire. Comprende l'esame della bocca e la valutazione delle immagini; gli esami che si aggiungono durante l'appuntamento sono voci distinte.
Dipende dal fondo o dalla polizza: alcune rimborsano a piè di lista dietro fattura, altre lavorano in forma diretta. Porta il nome del tuo piano in segreteria e si verifica prima di iniziare, non a cure finite.
È per seduta. Quante sedute servano in un anno dipende dal rischio della tua bocca: una situazione stabile può reggere un richiamo l'anno, mentre gengive che sanguinano o impianti in bocca ne chiedono di più ravvicinati.
No. Nell'urgenza si affronta prima il dolore, con la prestazione che serve a toglierlo, e il piano complessivo si scrive dopo, a testa lucida. Sono due momenti distinti e vanno tenuti distinti anche nei conti.
Sì, ed è il caso più comune. Si costruisce una sequenza che metta in sicurezza ciò che rischia di peggiorare e rimandi il resto a quando sarà possibile, con l'indicazione di che cosa succede aspettando. Anche questo è scritto.
Si chiama la segreteria oppure si scrive su WhatsApp negli orari di apertura. Se hai radiografie recenti, un piano ricevuto altrove o la documentazione di cure precedenti, portali: accorciano l'appuntamento e rendono il documento finale più preciso.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.