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Trattamenti · Dott.ssa Anna Samaritani

Dentista pediatrico a Pisa

La prima seduta serve a conoscere la poltrona, non a curare: nessuno tiene fermo nessuno, chi accompagna resta accanto e il protossido è disponibile quando serve. Segue la Dott.ssa Anna Samaritani.

Odontoiatria pediatrica a Pisa: cosa trovi in questa pagina

Questa pagina spiega come lavora il dentista pediatrico a Pisa nello studio di Via Carducci a Ghezzano: a che età conviene il primo appuntamento, che cosa accade concretamente durante la prima seduta, perché un dente da latte cariato si cura invece di aspettare che cada, come si evita che un figlio associ lo studio alla paura, che cosa si può prevenire e come, che cosa fare dopo una caduta e quando il controllo diventa una questione di crescita delle ossa. In coda: le famiglie che vediamo più spesso, il percorso in tre passi e le domande dei genitori.

Chi cerca un dentista pediatrico a Pisa di solito non ha un problema urgente: ha un dubbio. È presto? Reagirà male? Devo aspettare il cambio? Questa pagina risponde nell'ordine in cui le domande si presentano davvero a chi accompagna un figlio, e non nell'ordine di un manuale.

La premessa che conta: questa non è odontoiatria per adulti in formato ridotto. I denti da latte hanno tempi, regole e priorità proprie, e la parte più importante del lavoro non è curare, è arrivare a non doverlo fare.

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Dentista pediatrico a Pisa: la sala d'attesa dello studio di Via Carducci dove i bambini conoscono lo studio prima della visita

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Odontoiatria pediatrica: come funziona

  • A che età si porta un bambino dal dentista la prima volta?

    Entro il primo compleanno o alla comparsa del primo dentino, e poi a cadenza semestrale: non perché ci sia qualcosa da curare, ma proprio perché non c'è.

    A quell'età l'appuntamento serve più a chi accompagna che al piccolo: come si puliscono due dentini, cosa fare con il biberon serale, quali abitudini pesano sulla forma del palato. Sono cinque minuti di lavoro e venti di conversazione.

    Il secondo motivo è più sottile. Chi entra per la prima volta in uno studio a nove anni, con un molare che pulsa, impara che quel posto significa dolore. Chi ci entra a un anno senza che succeda niente impara l'esatto contrario, e quella differenza lo accompagna per decenni.

    • Primo dentino o primo compleanno. Appuntamento breve, nessuna cura, chi accompagna resta accanto per tutto il tempo.
    • Ogni sei mesi. Il ritmo segue il cambio della dentatura, che varia molto da un figlio all'altro.
    • Prima, se c'è un motivo. Una macchia scura, una caduta, un fastidio che torna: non si aspetta il richiamo in calendario.
    • Insieme ai fratelli. Gli appuntamenti si mettono di seguito nello stesso pomeriggio, così si fa un viaggio solo.
    La scrivania dell'ufficio dello studio di Via Carducci a Ghezzano, dove si spiega il preventivo
  • Cosa succede davvero durante la prima seduta a Pisa?

    Si guarda e si spiega, non si cura. Se il piccolo non vuole aprire la bocca, la visita finisce lì e si riprova alla volta successiva: nessuno viene tenuto fermo.

    L'ordine conta. Prima si esplora la stanza, poi si tocca lo specchietto, poi la poltrona sale e scende, e solo alla fine si contano gli elementi a voce alta insieme. La parte clinica occupa pochi minuti; tutto il resto costruisce fiducia.

    A chi accompagna chiediamo tre cose concrete: restare accanto in silenzio, evitare la frase «non fa niente», e non usare mai lo studio come minaccia a casa. Sembrano dettagli e invece decidono come andranno i dieci anni successivi.

    Se occorre una radiografia, l'apparecchio è in sede e l'esame dura pochi secondi; la dose è contenuta e si esegue solo quando cambia una decisione, mai per completezza.

    Render clinico della visita del bambino: l'arcata mista e lo specchietto
  • I denti da latte cariati vanno curati o si aspetta che cadano?

    Si curano. «Tanto cade» è la frase che sentiamo più spesso, ed è quella che porta in studio i casi peggiori sei mesi più tardi.

    Tre ragioni, in ordine di peso. Una carie profonda fa male esattamente come in un adulto e toglie il sonno. L'infezione può raggiungere il germe del permanente che sta crescendo sotto. Un elemento perso troppo presto lascia scivolare i vicini nello spazio libero, e quello spazio servirà.

    Le ricostruzioni sui decidui sono piccole e rapide, spesso di pochi minuti. Quando occorre l'anestesia si applica prima un gel che addormenta la gengiva, così la puntura non è il ricordo che resta. Sulla tecnica e sui materiali la pagina di riferimento è quella delle otturazioni.

    L'estrazione di un dente da latte si valuta in due casi: quando resta in sede mentre il permanente sta già spuntando dietro, e quando la distruzione è troppo estesa per ricostruire. Se lo spazio va mantenuto lo diciamo subito, perché è una decisione che riguarda il futuro dell'arcata.

    L'accoglienza dello studio dentistico del Dott. Edoardo Palla in Via Carducci a Ghezzano, Pisa

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Odontoiatria pediatrica: le domande di chi decide

  • Come si evita che un figlio prenda paura del dentista?

    Andandoci quando non fa male, spiegando prima cosa accadrà con parole vere, e fermandosi appena la collaborazione finisce.

    La paura quasi mai nasce in poltrona: nasce a casa, nelle frasi degli adulti, e talvolta nel racconto di un fratello maggiore. Per questo la prima seduta è deliberatamente vuota di contenuto clinico: smonta un'aspettativa invece di riempirla.

    Quando la collaborazione non basta per una cura necessaria esiste la sedazione cosciente con protossido: una mascherina sul naso, il piccolo resta sveglio e risponde, l'effetto si esaurisce pochi minuti dopo averla tolta. Si usa per le cure, non per i controlli.

    • Parole vere. Si racconta che cosa si farà; non si promette che non si sentirà nulla, perché una promessa smentita non si recupera.
    • Appuntamenti al mattino. Un figlio riposato collabora molto più di uno stanco alle sette di sera.
    • Nessuna costrizione fisica. Se oggi non si riesce, si riprova: due tentativi sereni valgono più di uno forzato.
    • Chi accompagna resta accanto. Presente e silenzioso: il rassicurante è il contatto, non il commento continuo.
    Render clinico del dente da latte con il permanente che cresce sotto
  • Quali carie si possono prevenire, e in che modo?

    Quasi tutte quelle dei molari permanenti, che nascono nei solchi della superficie masticante: si chiudono con le sigillature, in pochi minuti e senza anestesia.

    I primi molari permanenti arrivano intorno ai sei anni, dietro l'ultimo dente da latte, e spesso chi accompagna non si accorge nemmeno che sono spuntati. Restano lì per tutta la vita, e la loro superficie ha solchi troppo stretti perché una setola ci entri. Come si chiudono è descritto nella pagina sulle sigillature.

    Il secondo strumento è la vernice al fluoro applicata in studio, che rinforza lo smalto appena formato. Non si propone a tutti indistintamente: si valuta sul rischio del singolo caso, e le condizioni stanno nella pagina sulla fluoroprofilassi.

    Resta il pezzo più importante, che non si fa in studio. Fino ai sette o otto anni la bocca la pulisce un adulto, o la ripassa dopo, mattina e sera: prima di quell'età la manualità non basta. E contano le bevande zuccherate in orari sparsi più della quantità complessiva di zucchero.

    La scrivania dell'ufficio dello studio di Via Carducci a Ghezzano, dove si spiega il preventivo
  • Dentista pediatrico: cosa fare se un figlio cade e rompe un dente?

    Telefonare e farlo vedere in giornata, anche quando non fa male e anche quando il pezzo sembra minimo.

    Un urto può spostare la radice o danneggiare il nervo senza segni immediati: il dolore, quando arriva, arriva settimane dopo. Una valutazione subito permette di controllare la posizione e programmare i controlli successivi invece di scoprire il danno a distanza.

    Se cade un dente permanente intero, va raccolto per la corona e non per la radice, conservato nel latte o nella saliva e portato immediatamente: i minuti contano. Le indicazioni per le altre emergenze stanno nella pagina delle urgenze dentali.

    Render clinico della visita del bambino: l'arcata mista e lo specchietto
  • Quando il controllo dal dentista diventa una questione di crescita?

    Intorno ai sei o sette anni, quando i primi permanenti entrano in bocca e si capisce se le basi ossee e lo spazio disponibile stanno andando d'accordo.

    È il momento in cui un palato stretto, un morso incrociato o un'abitudine come il dito o la respirazione con la bocca si vedono ancora bene e si correggono con dispositivi semplici. Più tardi la stessa correzione richiede percorsi più lunghi, e in alcuni casi non è più possibile.

    Non significa che a sei anni si mette un apparecchio: nella maggior parte dei casi si fissa una verifica a dodici mesi. Quando invece la finestra è quella giusta lo diciamo, con il motivo scritto: le indicazioni stanno nella pagina sull'ortodonzia dei bambini.

    L'accoglienza dello studio dentistico del Dott. Edoardo Palla in Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Chi è il dentista pediatrico dello studio alle porte di Pisa?

    La Dott.ssa Anna Samaritani, iscritta all'albo dal 2008, che nello studio segue le visite dei più piccoli insieme all'ortodonzia.

    È una combinazione utile: chi guarda ogni sei mesi la bocca di un bambino è anche chi riconosce per prima una crescita che sta andando fuori strada, senza bisogno di un secondo invio e di un'altra attesa.

    Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, comune di San Giuliano, dal 2011: fuori dalla ZTL, con parcheggio davanti alla porta, comodo per chi arriva con il passeggino. Il primo appuntamento si prenota come una normale visita dentistica.

    Render clinico del dente da latte con il permanente che cresce sotto
Ghezzano, Pisa

Dentista pediatrico a Pisa: le situazioni più frequenti

La prima: un figlio di quattro o cinque anni portato perché una maestra o un nonno ha notato una macchia scura su un molare da latte. Quasi sempre la storia comprende il biberon serale o il succo nel pomeriggio, e si risolve in poche sedute brevi da cui parte il calendario dei controlli.

La seconda: famiglie di Ghezzano, San Giuliano, Vecchiano e Calci che prenotano due o tre appuntamenti di seguito nello stesso pomeriggio, fratelli e genitori insieme, per non tornare tre volte. Le radiografie in sede evitano di mandare nessuno altrove nel mezzo del pomeriggio.

La terza: la caduta al parco o in palestra a Pisa, con un incisivo scheggiato e un genitore che chiama spaventato. Si vede in giornata negli orari di apertura, si valuta la posizione della radice e si programmano i controlli, perché le conseguenze di un trauma si vedono nel tempo.

Render clinico del dente da latte con il permanente che cresce sotto

Quando il dentista pediatrico non è la risposta giusta?

Il controllo dei più piccoli copre bocca, gengive e crescita. In alcune situazioni la strada corretta è un'altra, e va detta subito invece di far perdere tempo.

  • Trauma con perdita di coscienza o ferite al volto. Prima il pronto soccorso ospedaliero: la bocca si valuta dopo, anche il giorno seguente, senza che questo comprometta nulla.
  • Collaborazione impossibile anche con il protossido. Per cure estese in bambini molto piccoli o con bisogni particolari si valuta con il pediatra un percorso in ambiente ospedaliero.
  • Sospetto che riguardi la respirazione notturna. Russamento e pause nel sonno richiedono prima una valutazione otorinolaringoiatrica: noi guardiamo le conseguenze, non la causa.
  • Richiesta di intervenire troppo presto sulla crescita. Anticipare un percorso ortodontico senza indicazione allunga i tempi senza aggiungere risultato: si aspetta e si ricontrolla.
Il percorso

Come si arriva a odontoiatria pediatrica: tre passi

La scrivania dell'ufficio dello studio di Via Carducci a Ghezzano, dove si spiega il preventivo
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Primo appuntamento senza cure. Si conosce la stanza, si conta la dentatura, si danno indicazioni pratiche a chi accompagna sulla pulizia quotidiana.

Render clinico della visita del bambino: l'arcata mista e lo specchietto
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Prevenzione su misura. Sigillature sui molari appena spuntati, vernice al fluoro dove il rischio la giustifica, controllo ogni sei mesi.

L'accoglienza dello studio dentistico del Dott. Edoardo Palla in Via Carducci a Ghezzano, Pisa
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Cure solo quando servono. Sedute brevi, protossido per chi non riesce altrimenti, e valutazione della crescita nella finestra giusta.

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Render clinico della visita del bambino: l'arcata mista e lo specchietto
L'accoglienza dello studio dentistico del Dott. Edoardo Palla in Via Carducci a Ghezzano, Pisa

Come si può pagare?

L'apparecchio si paga a rate lungo la cura, con una quota iniziale concordata prima di mettere il primo attacco.

Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.

Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.

I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.

  • Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
  • Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
  • Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.

050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00

Il primo passo è una visita

Un consulto per odontoiatria pediatrica a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.

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Odontoiatria pediatrica a Pisa: domande frequenti

  • Di norma fra i quindici e i venti minuti, di cui pochissimi effettivamente in poltrona. La maggior parte del tempo va nell'ambientare il piccolo e a dare indicazioni pratiche a chi lo accompagna.

  • Sì, ed è quello che chiediamo. Ti chiediamo anche di restare in silenzio durante il lavoro: il contatto rassicura, il commento continuo distrae e spesso trasmette l'ansia dell'adulto.

  • Fino ai sette o otto anni conviene lavarli o ripassarli tu, mattina e sera. Prima di quell'età la mano non ha ancora la precisione necessaria, anche quando il bambino è convinto di farcela da solo.

  • Entro i due o tre anni di solito no. Se l'abitudine prosegue oltre, può modificare la posizione degli incisivi e la forma del palato. Se ne parla al controllo, senza allarmismi e senza rimandare troppo.

  • No. L'applicazione in studio si propone quando il rischio individuale la giustifica, valutando alimentazione, igiene e storia di carie. Il fluoro assunto per bocca è invece una decisione che spetta al pediatra.

  • Due, salvo indicazioni diverse. Chi ha avuto più carie o porta un dispositivo ortodontico torna più spesso, chi ha un rischio basso può diradare: la cadenza si decide sul singolo caso, non per regola fissa.

  • Intorno ai sei anni, dietro l'ultimo dente da latte, senza che nulla cada prima. Molti genitori non si accorgono della loro comparsa e li scambiano per decidui: sono invece permanenti.

  • Più la frequenza che la quantità. Ogni assunzione di zucchero abbassa il pH per un certo tempo; molti piccoli spuntini distribuiti nella giornata fanno più danno di una porzione unica consumata a fine pasto.

  • Nei bambini capita spesso ed è frequentemente transitorio. Al controllo si guardano i segni di consumo sullo smalto e si valuta se c'è un rapporto con il modo in cui le arcate si incontrano.

  • Spesso sì, nella stessa seduta o poco dopo, ma la parte importante è un'altra: verificare che radice e nervo non abbiano subito danni. Per questo si programmano controlli anche quando l'aspetto è già a posto.

  • Raccoglilo tenendolo per la parte visibile e non per la radice, mettilo nel latte o nella saliva e vieni subito, avvisando per telefono che stai arrivando. In questi casi la differenza la fanno i minuti.

  • Possono consumarsi o staccarsi parzialmente, per questo si controllano a ogni richiamo e si ripristinano dove occorre. È un controllo di pochi secondi che rientra nella visita semestrale.

  • Sì, è disponibile anche per i più piccoli che non riescono ad affrontare una cura necessaria. Resta sveglio, sente e risponde, e l'effetto svanisce pochi minuti dopo aver tolto la mascherina, senza conseguenze sul resto della giornata.

  • La Dott.ssa Anna Samaritani, che segue le visite dei più piccoli e l'ortodonzia nello studio di Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa. Quando occorre una cura specifica si coordina con gli altri medici della struttura.

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