Impianti dentali a Pisa
Una decisione che si prende seduti a un tavolo, non in poltrona: radiologia tridimensionale in sede, piano scritto voce per voce e lo stesso chirurgo dalla valutazione ai controlli degli anni successivi.
Una decisione che si prende seduti a un tavolo, non in poltrona: radiologia tridimensionale in sede, piano scritto voce per voce e lo stesso chirurgo dalla valutazione ai controlli degli anni successivi.
Questa pagina spiega come si decidono gli impianti dentali a Pisa nello studio di Via Carducci a Ghezzano: che cosa cambia davvero a tavola quando manca un molare, che cosa accade invece lasciando lo spazio libero, come la scansione tridimensionale dice se la base ossea regge, come si legge riga per riga un preventivo implantare, quanti appuntamenti separano il primo esame dalla corona definitiva e che cosa tiene in piedi il risultato negli anni. In coda: le situazioni che vediamo più spesso da questa parte della provincia, il percorso in tre passi e le domande dei pazienti.
Se stai cercando un dentista per gli impianti a Pisa, con ogni probabilità non stai cercando una lezione di chirurgia: vuoi sapere se nel tuo caso si può fare, in quanti appuntamenti, e cosa comporta invece lasciare tutto com'è. Questa pagina segue quest'ordine, e il capitolo sul preventivo arriva prima di quello sulla tecnica.
Un perno in titanio prende il posto della radice che non c'è più; sopra ci si avvita la corona. La parte che decide come andrà non è il perno, che ormai è un oggetto industriale affidabile: è la valutazione che lo precede e il mantenimento che lo segue.
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Cambia da che parte mastichi. Chi perde un elemento laterale sposta il cibo sull'altro lato senza accorgersene, e in pochi anni quel lato lavora il doppio.
Le persone raccontano la stessa scena: la bistecca tagliata più piccola, la crosta del pane lasciata nel piatto, la mela sbucciata. Rinunce piccole, e per questo invisibili finché non diventano abitudine.
L'altro effetto è meccanico e silenzioso. Lo spazio libero non resta libero: gli elementi confinanti si inclinano al suo interno e l'antagonista dell'arcata opposta scende verso il basso. Fra tre o quattro anni il lavoro da fare ne riguarda tre invece di uno.

Succede che la scelta la prende il tempo al posto tuo, e più tardi torni indietro più il punto di partenza è peggiorato.
La base ossea attorno a una radice esiste perché quella radice la carica. Tolto il carico, il volume si riduce mese dopo mese: uno spazio vuoto da dieci anni chiede spesso una ricostruzione preliminare che dodici mesi prima non sarebbe servita.
Non diciamo che bisogna correre. Diciamo che «ci penso» ha un costo biologico che quasi nessuno mette in conto. Aspettare resta legittimo: è diverso, però, aspettare sapendo che cosa si consuma nel frattempo.

Con una scansione tridimensionale, eseguita qui in Via Carducci nello stesso appuntamento della visita: è l'unico esame che misura lo spessore, non soltanto l'altezza.
Una panoramica è un'immagine schiacciata: dice quanto tessuto osseo c'è dall'alto in basso, tace su quanto è largo. Ma un perno ha un diametro, e attorno serve materiale su tutti i lati. Senza quella misura si andrebbe a stima, e in chirurgia le stime non bastano.
La stessa scansione mostra dove corre il nervo nella mandibola e quanto scende il seno mascellare sopra i molari superiori. Da lì nascono tre risposte: si può, si può dopo aver ricostruito il volume, oppure conviene un'altra strada. Le condizioni della seconda ipotesi stanno nella pagina sul rialzo del seno mascellare.
Chi arriva da Cascina, Fornacette o Vicopisano apprezza una cosa sopra le altre: l'esame non manda in un altro centro in un altro giorno. Visita, radiologia e discussione stanno nello stesso pomeriggio, fuori dalla ZTL, con il parcheggio davanti.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Voce per voce, seduti a un tavolo e non sulla poltrona, verificando che ogni riga abbia un nome proprio e che niente di necessario resti fuori dal foglio.
Un piano serio distingue quattro cose: la chirurgia, l'eventuale ricostruzione del volume mancante, la componente intermedia e il manufatto del laboratorio. Quando queste voci sono fuse in un totale unico, non stai confrontando due proposte: stai confrontando due fogli scritti in modi diversi.
Chiedi sempre tre informazioni che raramente compaiono da sole: quante sedute prevede il percorso, che cosa accade se un ancoraggio non attecchisce, chi seguirà i controlli fra cinque anni. Le fasce del listino stanno nella pagina quanto costa un impianto dentale, perché qui parliamo di criteri e non di cifre.
Il piano viene consegnato stampato e firmato, con accanto le alternative scartate e il motivo. Rileggerlo a casa non è una scortesia verso di noi: è il modo corretto di decidere.

Per un elemento singolo di solito quattro o cinque: valutazione con scansione, inserimento, controllo di guarigione, rilevazione digitale e consegna.
L'inserimento avviene in anestesia locale nella sala operativa dello studio e per un caso singolo dura di norma meno di un'ora. Nei giorni seguenti puoi avere gonfiore o fastidio, che si governano con la terapia indicata; chi affronta male la seduta può contare sulla sedazione cosciente con protossido.
Poi arriva un'attesa che non dipende né da noi né da te: il tessuto osseo deve crescere addosso alla superficie in titanio. Sono mesi, non settimane, e non si comprimono a piacere. Dove serve si porta un provvisorio, così non giri con uno spazio scoperto nemmeno un giorno.
Esiste una strada più rapida, con requisiti severi di stabilità iniziale, che non si sceglie in base al calendario del paziente: la trovi nella pagina sull'implantologia a carico immediato. Il manufatto definitivo nasce dalla rilevazione digitale delle arcate, si prova in bocca e poi si avvita.

Non si cariano, ma la gengiva e il tessuto attorno possono infiammarsi: la perimplantite è quasi sempre la causa di un cedimento a dieci anni di distanza.
L'infiammazione attorno all'ancoraggio non fa male finché è precoce, e quando si fa sentire ha già consumato supporto. Si intercetta solo con il sondaggio periodico e con l'igiene a intervalli decisi sul caso, non con la buona sorte. Le manovre quotidiane sono descritte nella pagina sull'igiene attorno ai perni.
Il secondo fattore è il fumo, che riduce l'irrorazione della gengiva. Il terzo è una malattia parodontale mai trattata: avvitare titanio in una bocca con gengive malate significa costruire su un terreno che frana, e la strada corretta passa prima dal parodontologo.

Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa con il numero 427 dal settembre 2004.
Valutazione, intervento e controlli degli anni successivi restano sulla stessa persona. Non è un vezzo: chi ha visto con i propri occhi la consistenza del tessuto il giorno dell'inserimento riconosce prima di altri un cambiamento nella radiografia.
Lo studio riceve in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano dal 2011, nel comune di San Giuliano, a pochi minuti da Cisanello e da Porta a Lucca. Chi ha già un piano redatto altrove può portarlo: una visita dentistica serve anche a questo.

Quando la proposta tocca molti elementi, quando il totale non è scomponibile in voci, e ogni volta che non hai capito perché sia stata scartata una strada più semplice.
Non serve a smontare il lavoro di un collega: serve a te, per decidere avendo letto due pareri invece di uno. Nella maggior parte dei casi coincidono, e anche questo vale la visita.
Porta le immagini radiologiche che hai già, anche su chiavetta, e il foglio del preventivo: ripetere esami identici a poche settimane di distanza non ha senso.

La scena più frequente in Via Carducci: una persona fra i cinquanta e i sessanta che lavora dalle parti di Cisanello viene per un controllo e scopre che il molare tolto sei anni fa ha lasciato inclinare i vicini. Non ci aveva mai pensato: dice che mastica benissimo. Benissimo da un lato solo.
La seconda: chi arriva da Cascina o da Fornacette lungo la FI-PI-LI fino a Pisa Nord-Est, con una protesi removibile che ormai regge solo con la pasta adesiva. Quasi sempre chiede se «alla sua età» abbia senso. L'anagrafe conta poco: contano le terapie in corso e il volume residuo.
La terza: una famiglia di Vecchiano o di Calci che porta una proposta ricevuta altrove, con un totale unico e nessuna riga leggibile. La apriamo voce per voce e diciamo che cosa condividiamo; nessuno è tenuto a spostare le cure qui.

Ci sono condizioni in cui la risposta corretta è «non adesso» oppure «non così». Emergono nella visita e nella scansione, ed è per questo che la valutazione precede sempre la proposta.






Un impianto si paga per fasi: la chirurgia, poi la protesi. Nessuna delle due si inizia senza un preventivo scritto.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per implantologia dentale a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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In genere alcuni mesi, il tempo necessario perché il tessuto cresca a contatto con la superficie in titanio. La durata dipende dalla densità della zona e dall'arcata coinvolta. Dove è indicato si porta un provvisorio, così non resti scoperto durante l'attesa.
Durante la procedura no, perché si lavora in anestesia locale. Nelle giornate successive possono comparire gonfiore e indolenzimento, che si controllano con la terapia prescritta. Chi vive male la seduta può respirare il protossido per tutta la durata.
In molte situazioni sì, ricostruendo prima il volume mancante. Se sia possibile, con quale tecnica e con quanti appuntamenti aggiuntivi si stabilisce dopo la scansione tridimensionale: mai a priori, e mai al telefono.
L'età anagrafica da sola non esclude nulla. Contano lo stato di salute generale, i farmaci assunti e il volume residuo. Riabilitazioni fisse dopo i settant'anni sono ordinarie in questo studio, purché la valutazione preliminare lo consenta.
Sì. Anche per un caso singolo occorre sapere quanto spazio c'è in larghezza e dove passano il nervo e il seno mascellare. L'apparecchio è in sede e l'esame si esegue nello stesso appuntamento della visita.
Quasi mai quattro. Due ancoraggi ben posizionati possono reggere una struttura di più elementi. Numero e posizione si decidono sulla scansione, valutando dove c'è materiale disponibile e come si distribuisce il carico masticatorio.
La parte avvitata sta dentro la mandibola o nel mascellare e non è visibile. Il manufatto sopra viene costruito dal laboratorio odontotecnico su misura per forma e colore degli elementi accanto, con prove in bocca prima della consegna.
Accade in una minoranza di casi. Si rimuove, si lascia guarire la zona per qualche mese e, se le condizioni lo consentono, si ripete l'inserimento. È una possibilità da discutere e mettere per iscritto prima di iniziare, non dopo.
Con valori ben compensati e in accordo con il medico curante, sì. Un diabete fuori controllo rallenta la guarigione dei tessuti e va sistemato prima: si tratta di un rinvio, non di un divieto definitivo per quella persona.
Con spazzolino e scovolini della misura giusta, insistendo sul punto in cui il manufatto incontra la gengiva. In studio ti mostriamo il gesto sulla tua bocca, perché la misura dello scovolino cambia da spazio a spazio.
Sì, ed è una richiesta frequente. Lo leggiamo insieme voce per voce, guardiamo la bocca e le immagini che hai già, e ti diciamo cosa condividiamo e cosa avremmo impostato diversamente. Nessun obbligo di spostare le cure.
Non esiste una scadenza stampata: dipende dal controllo dell'infiammazione attorno al colletto. Chi rispetta le sedute di igiene e i sondaggi periodici arriva a orizzonti molto lunghi; chi sparisce per stagioni intere rischia, e il titanio non c'entra.
Per un caso singolo di solito no, salvo mestieri molto fisici nelle ventiquattro ore successive. Per interventi estesi conviene programmare la seduta a ridosso di una giornata libera: te lo diciamo quando fissiamo la data insieme.
Meglio sospendere lo sforzo intenso per due o tre giorni: la pressione sanguigna in salita favorisce il sanguinamento e il gonfiore della zona operata. Camminare, andare al lavoro e guidare invece si possono riprendere subito.
Non di tua iniziativa. Alcune terapie anticoagulanti o antiaggreganti si gestiscono senza sospenderle, altre richiedono un accordo con il cardiologo o con il medico di famiglia. Portaci l'elenco completo dei farmaci alla prima valutazione.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.