Ascesso dentale a Pisa
Prima si scarica la pressione, poi si toglie la causa: le urgenze le riceve il Dott. Andrea Di Stefano negli orari di apertura, in Via Carducci a Ghezzano, con la radiografia nella stessa sede.
Prima si scarica la pressione, poi si toglie la causa: le urgenze le riceve il Dott. Andrea Di Stefano negli orari di apertura, in Via Carducci a Ghezzano, con la radiografia nella stessa sede.
Questa pagina spiega l'ascesso dentale a chi ce l'ha adesso: che cos'è e da dove nasce, che differenza fa se parte dal nervo o dalla gengiva, che cosa si fa nella prima seduta, perché una cura farmacologica da sola non basta, che cosa evitare nell'attesa, perché un gonfiore che si sgonfia non è guarito e come si decide poi fra curare e togliere.
Se sei arrivato qui con la guancia che tira o una gengiva gonfia, la cosa più utile che possiamo darti è l'ordine delle mosse: che cosa fare nella prossima ora, che cosa non fare, quando la strada non è lo studio ma l'ospedale. Il resto lo leggerai dopo.
L'inquadramento generale delle urgenze e il funzionamento della chiamata stanno nella pagina del pronto soccorso dentistico. Qui si entra in una situazione sola, la più frequente di tutte.
Preferisci parlarne a voce? 050 9910086, rispondiamo lunedì – giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · venerdì, 8:30 – 13:30 · sabato, 9:00 – 13:00. Parlarci non ti impegna.

Cura dell'ascesso dentale a Pisa: ci racconti il tuo caso e ti richiamiamo negli orari di apertura, oppure scegli tu giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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È una raccolta di pus chiusa dentro un tessuto che non le lascia spazio. Il dolore nasce da lì: non dall'infezione in sé, ma dalla pressione che cresce in un volume che non si allarga.
I batteri arrivano da un punto in cui la barriera si è interrotta: una carie profonda, una vecchia cura che non tiene più, una tasca che si è chiusa sopra il deposito. Il corpo manda le sue difese, e il risultato di quella battaglia è la raccolta.
Quando la pressione trova una via d'uscita il male cala di colpo: è il momento in cui molti si sentono fuori pericolo, ed è invece quello in cui l'infezione si stabilizza in un equilibrio che consuma osso.

Cambia tutto quello che viene dopo. Se parte dall'interno della radice la soluzione riguarda i canali; se parte da una tasca profonda riguarda il sostegno: due percorsi diversi con due prognosi diverse.
Nel primo caso il tessuto interno è morto e l'infezione esce dalla punta della radice: il gonfiore compare lontano dal colletto e l'elemento non reagisce al freddo. Lo conferma la lastra, con un'ombra alla punta.
Nel secondo l'elemento reagisce ancora ma si muove, e il gonfiore sta sul bordo gengivale. Qui il pus esce premendo, e la cura passa dalla pulizia profonda della tasca.

Si scarica la pressione e si capisce da dove viene. In anestesia locale si crea una via d'uscita, si drena la raccolta, si esegue la radiografia in sede e si stabilisce che cosa ha causato tutto.
Lo scarico avviene attraverso l'elemento, aprendo la camera, oppure con una piccola incisione della mucosa quando la raccolta è superficiale. Il sollievo è rapido, perché sparisce la causa meccanica del male.
Questa seduta spegne l'emergenza, non completa il percorso. Prima di qualunque cura ricevi un preventivo scritto, e le immagini restano in cartella insieme a quanto è stato fatto.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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No, e questa è la parte che conviene sapere prima. Un farmaco riduce la carica batterica e fa calare il gonfiore, ma non raggiunge l'interno di una radice senza circolazione né svuota una raccolta chiusa.
Il risultato è un ciclo che sembra funzionare e una ricaduta dopo settimane o mesi. Nel frattempo l'osso attorno si consuma in silenzio, e ogni ricaduta parte da una situazione più povera.
Quando serve, la prescrizione la fa il medico dopo aver visto. Riprendere una confezione avanzata in casa complica la diagnosi: attenua i segnali senza togliere la causa.

Non scaldare e non incidere. Il calore dilata i vasi e aiuta l'infezione a diffondersi; aprire da soli sposta i batteri più in profondità e rende tutto più difficile.
Un antidolorifico da banco assunto secondo la confezione, se non hai controindicazioni, è ragionevole. Il freddo all'esterno della guancia dà sollievo, e dormire con la testa più alta riduce la pressione.
Continua a lavare i denti anche dove è gonfio, con delicatezza: smettere aumenta l'infiammazione locale. E annota da quando dura e se è comparsa la febbre: sono le due informazioni che servono al telefono.

Quasi mai. Un gonfiore che rientra significa che la raccolta ha trovato una via di uscita, non che l'infezione si è spenta: la sorgente è ancora lì e continua a lavorare senza farsi sentire.
Il segno tipico è una bollicina che compare, si svuota e ritorna sempre nello stesso punto: è uno scarico stabile, e può restare aperto per anni mentre l'osso attorno alla radice si riduce.
Il danno accumulato in quel periodo è ciò che poi limita le scelte: arrivare alla decisione con meno osso significa avere meno strade, sia per conservare sia per sostituire.

Dipende da che cosa resta quando l'infiammazione si è spenta. Si valutano la struttura sana sopra la gengiva, l'integrità della radice e la quantità di osso rimasta attorno: sono tre misure, non un'impressione.
Se l'origine è interna e la radice è integra la strada è la devitalizzazione, seguita dalla copertura. Se l'origine è nel sostegno si lavora sulla tasca e si controlla la mobilità nei mesi successivi.
La rimozione entra nel discorso quando la radice è spezzata, quando il sostegno osseo è quasi scomparso o quando la stessa zona si riaccende a ripetizione. Non è una resa: evita di spendere due volte.

Il Dott. Andrea Di Stefano, che qui si occupa di odontoiatria generale, conservativa ed endodonzia ed è il medico da cui passano le situazioni acute. Se la valutazione porta alla chirurgia, interviene il Dott. Edoardo Palla.
Chi ti vede il giorno dell'urgenza è anche chi imposta il seguito: non racconti la storia due volte. Panoramica e TAC Cone Beam 3D si eseguono qui, quindi la diagnosi non slitta di giorni.
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, fuori dalla ZTL e con parcheggio davanti: da Cisanello e da Porta a Lucca si arriva in pochi minuti. Passata l'emergenza si prosegue con una visita completa.

La prima è una donna sui quarant'anni che si sveglia con il profilo cambiato da un lato. Il molare responsabile era stato curato anni prima e non dava segnali: arriva da San Giuliano Terme o da Pontasserchio e viene inserita in giornata.
La seconda è un uomo oltre i sessanta che arriva da Vecchiano o da Migliarino lungo l'Aurelia: la gengiva è gonfia sul bordo, l'elemento si muove leggermente e il pus esce premendo. Qui l'origine è nel sostegno, e la strada è diversa da quella dei canali.
La terza è un genitore che porta un bambino con una bollicina sulla gengiva sopra un dente da latte, scoperta per caso. Non fa male e per questo è rimasta lì settimane: va guardata comunque, perché sotto sta il germe del permanente.

Alcuni segnali dicono che l'infezione ha superato il confine della bocca. In quei casi telefonare allo studio e aspettare l'orario non serve: si va al pronto soccorso ospedaliero, a Pisa quello di Cisanello.






Estrazioni, urgenze e sedazione si preventivano alla visita che le precede, mai al telefono.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per cura dell'ascesso dentale a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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Il sollievo dalla pressione è quasi immediato, mentre il gonfiore esterno impiega in genere due o tre giorni a rientrare del tutto. Se dopo quarantott'ore sta aumentando invece di calare, va rivisto.
Nella maggior parte dei casi sì. Conviene evitare sforzi intensi e calore nelle prime ventiquattro ore, e masticare dall'altro lato finché la zona resta dolente al tocco.
Sì, ma il tessuto infiammato risponde meno: a volte serve una quantità maggiore o una tecnica diversa. Si verifica che sia efficace prima di iniziare, e lo si dice apertamente se serve aspettare.
Il sintomo può passare, la causa no. La raccolta si svuota trovando uno sbocco e l'infezione resta attiva a consumare osso, spesso per anni e senza segnali evidenti.
Non si trasmette come un raffreddore. I batteri coinvolti fanno parte della normale flora della bocca: il problema non è averli, è che abbiano trovato una porta aperta in un punto preciso.
Va detto al telefono prima dell'appuntamento. Non impedisce l'intervento, ma cambia le precauzioni adottate e, in certi casi, richiede di concordare la tempistica con il medico che segue la terapia.
Sì, e un'infezione lasciata correre comporta più rischi dell'intervento. Si scelgono la posizione in poltrona e le eventuali prescrizioni tenendo conto del trimestre e del parere del ginecologo.
Va guardata nei giorni successivi anche se non fa male, perché indica un'infezione attiva sopra un dente da latte. Sotto c'è il germe del permanente, e per questo non si aspetta che passi da sola.
Non necessariamente. Una mobilità comparsa in fase acuta può ridursi quando l'infiammazione si spegne. Quella che resta a distanza di settimane indica invece una perdita di sostegno, e si valuta con misure precise.
Gli sciacqui tiepidi danno un sollievo temporaneo e non fanno danni, purché l'acqua non sia calda. Non sostituiscono il drenaggio e non accorciano i tempi: servono a stare un po' meglio nell'attesa.
In genere fra i venti e i quaranta minuti. È pensata per risolvere l'emergenza e stabilire l'origine del problema, non per completare la cura, che si programma quando la zona è tornata tranquilla.
Si telefona allo 050 9910086 o si scrive su WhatsApp al 351 8207758 dicendo da quante ore dura e se c'è febbre. Lo studio riceve dal lunedì al sabato mattina in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.