Estrazione dente del giudizio a Pisa
Il terzo molare non si toglie per abitudine: si toglie quando fa danno. La distanza dal nervo si misura sulla TAC Cone Beam in sede e la scelta si discute prima, con il Dott. Edoardo Palla.
Il terzo molare non si toglie per abitudine: si toglie quando fa danno. La distanza dal nervo si misura sulla TAC Cone Beam in sede e la scelta si discute prima, con il Dott. Edoardo Palla.
Questa pagina spiega quando serve davvero un'estrazione dente del giudizio a Pisa e quando conviene invece tenerlo sotto osservazione: i segnali che indicano un guaio in corso, perché l'immagine tridimensionale cambia la valutazione, che cosa comporta l'età in cui si interviene, la vecchia convinzione sui denti che si accavallano, come si svolge la seduta e quanto chiede il recupero. In coda ci sono le situazioni tipiche di questa zona, i casi in cui si rimanda e le domande più frequenti.
Chi cerca informazioni sul giudizio di solito non ha un'emergenza in corso: ha una radiografia in cui si vede un molare coricato, una frase generica sentita in poltrona e il sospetto che lo tolgano un po' a tutti. La domanda che conta è un'altra: quel molare, nella tua bocca, sta facendo un danno misurabile?
Qui si risponde a questo. È la variante più discussa della chirurgia orale e va tenuta separata dall'estrazione di un dente compromesso: là si toglie ciò che è malato, qui si valuta ciò che spesso è sano ma sta nel posto sbagliato. Lo studio riceve in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, fuori dalla ZTL, con parcheggio davanti.
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No, non per principio. Un terzo molare silenzioso, pulibile e senza segni di sofferenza intorno si fotografa, si annota e si ricontrolla nel tempo.
La rimozione preventiva a tappeto è stata a lungo un'abitudine e oggi non lo è più. Un elemento sepolto nell'osso, lontano dal vicino e senza comunicazione con la bocca, non ha vie d'ingresso per i batteri e può restare dov'è.
Il criterio non è la posizione sulla lastra: è il conto fra il rischio di lasciarlo e il costo di toglierlo. Un intervento evitato è risparmiato, ma un controllo saltato per cinque anni trasforma una situazione stabile in una molto più complicata.

Il gonfiore ricorrente della gengiva che lo copre, la difficoltà ad aprire la bocca, l'alito cattivo che non passa e la carie che compare sul molare davanti.
L'ultimo punto è quello che si scopre per ultimo ed è il più costoso. Quando il terzo molare spinge contro il secondo, fra i due nasce una nicchia impossibile da pulire: il danno arriva al vicino, che era sano, e le cure diventano due.

Perché su una lastra piatta la punta della radice e il canale del nervo si sovrappongono, e la sovrapposizione non dice se si toccano o se fra i due c'è un millimetro d'osso.
La panoramica resta il primo passo e nella metà dei casi basta. Quando le radici attraversano la banda scura del canale, la TAC Cone Beam in sede ricostruisce il rapporto in tre dimensioni e permette di scegliere la strada: rimozione completa, oppure asportazione della sola corona lasciando le radici dove sono.
È una differenza che riguarda te, non la tecnica. La sensibilità alterata del labbro inferiore è la complicanza che si teme in questo settore, ed è anche quella che si previene meglio: guardando prima invece di scoprire dopo.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Sì, e non in modo trascurabile: da giovani le radici sono spesso ancora corte e l'osso è elastico, più avanti le radici sono formate e l'osso più compatto.
Questo non significa correre a farlo da ragazzi per prudenza. Significa che, se un'indicazione chiara esiste già, rimandarla di vent'anni rende la seduta più lunga e il recupero più lento.
Non esiste un'età limite: si opera anche dopo i sessanta quando c'è un motivo, adattando la preparazione alle terapie in corso. Quello che cambia è l'elenco delle cose da concordare con il medico curante.

In ambulatorio, in anestesia locale, con un tempo che va da un quarto d'ora per un elemento già spuntato fino a circa un'ora per uno profondo e coricato.
Quando l'elemento è coperto si scolla un lembo di gengiva, si toglie il minimo di osso per raggiungerlo e spesso lo si divide in due o tre parti: i frammenti escono con meno forza e meno osso sacrificato. Alla fine il lembo torna al suo posto con qualche punto.
Chi si irrigidisce al solo pensiero, o affronta due elementi nella stessa seduta, può chiedere la sedazione cosciente con protossido: resti sveglio e rispondi, ma il tempo scorre diversamente. In quel caso serve un accompagnatore e non si guida fino al giorno dopo.

È una convinzione diffusa e non dimostrata: l'affollamento degli incisivi inferiori compare anche in chi i terzi molari non li ha mai avuti.
Vale la pena dirlo, perché è uno degli argomenti con cui si giustificano rimozioni che non servono. Se il tuo obiettivo è raddrizzare gli incisivi, la risposta sta in un percorso di ortodonzia e nella contenzione che lo segue.
Discorso diverso quando è l'ortodontista a chiedere lo spazio per muovere l'arcata: lì l'indicazione esiste ed è scritta nel piano. La differenza sta in chi l'ha chiesta e perché.

Il gonfiore sale fino al secondo o terzo giorno e poi scende: chi lavora in ufficio rientra quasi sempre dopo un paio di giornate, chi fa lavori fisici conviene che ne metta in conto qualcuna in più.
Capita anche che la bocca si apra meno del solito per alcuni giorni: è la reazione dei muscoli alla seduta, non un segno di infezione, e si risolve da sola. Il ghiaccio a intervalli nelle prime ore e i cibi tiepidi fanno gran parte del lavoro.
I punti si controllano fra il settimo e il decimo giorno. Se il fastidio cresce dal quarto giorno invece di calare, se compare febbre o se il labbro resta insensibile oltre la durata dell'anestesia, la telefonata allo studio va fatta lo stesso giorno.

Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004, che legge le immagini, opera e rivede la guarigione.
La valutazione parte dalla prima visita e finisce con un foglio scritto che elenca le alternative, compresa quella di non fare nulla. Se la conclusione è di osservare, la data del richiamo entra in agenda quel giorno: un'attesa senza scadenza non è osservazione, è dimenticanza.
Quando invece l'indicazione c'è, chi ha studiato la ricostruzione tridimensionale è la stessa persona che entra in sala: se qualcosa si presenta diverso dal previsto, nessuno deve ricostruire la storia dal referto di un altro.

La prima è la studentessa universitaria in affitto vicino al centro che per la terza volta in un anno si ritrova la gengiva gonfia dietro l'ultimo molare, sempre nella settimana sbagliata. Qui la domanda non è se togliere: è come incastrare la data fra due sessioni d'esame.
La seconda è l'uomo poco oltre i quaranta che arriva da Vicopisano o da Uliveto Terme e scopre per caso, in una lastra fatta per altro, un elemento incluso in profondità. Se è muto e sepolto, la risposta corretta è spesso fotografarlo e riguardarlo fra due anni.
La terza è chi lavora a Cascina o a Fornacette e imbocca la FI-PI-LI verso Pisa Nord-Est: chiede il sabato mattina per avere davanti due giornate intere prima di rimettersi in strada, e la seduta si programma di conseguenza.

Operare senza un motivo scritto è un costo senza contropartita. In queste condizioni la scelta giusta è osservare o intervenire altrove.






Estrazioni, urgenze e sedazione si preventivano alla visita che le precede, mai al telefono.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per estrazione denti del giudizio a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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Sì, ed è la scelta più frequente: superiore e inferiore dello stesso lato in una sola seduta, così mastichi dall'altra parte durante il recupero e attraversi un solo decorso invece di due. Togliere i quattro elementi in un colpo solo si valuta caso per caso.
Di norma sì. L'osso della mascella è meno compatto e in alto non passa il canale del nervo alveolare inferiore. Resta la vicinanza con il seno mascellare, che si valuta sull'immagine prima di procedere e che cambia le raccomandazioni dei giorni successivi.
Con un elemento già spuntato spesso sì. Con uno incluso in profondità conviene prevedere una o due giornate, perché il gonfiore raggiunge il massimo fra il secondo e il terzo giorno. Chi svolge lavori pesanti o parla in pubblico se ne tenga qualcuna in più.
Quella dell'anestesia svanisce in poche ore. Un formicolio che prosegue oltre è raro, quasi sempre transitorio, e va segnalato subito perché venga annotato e ricontrollato. È esattamente il rischio che la valutazione tridimensionale serve a ridurre.
Non in tutti i casi. Si prescrive quando c'è un'infezione in atto, quando l'intervento è stato lungo o quando le condizioni generali lo richiedono. La decisione viene presa dal medico in base al caso e messa per iscritto insieme al resto delle indicazioni.
È una tecnica in cui si asporta la parte alta dell'elemento e si lasciano in sede le radici, quando sono a diretto contatto con il canale del nervo. Si valuta su casi selezionati e prevede controlli radiografici programmati negli anni successivi.
Meglio di no per alcuni giorni: il fumo interferisce con la formazione del coagulo ed è il fattore di rischio più comune per l'infiammazione della cavità ossea. È la raccomandazione più disattesa e anche quella che riporta più persone in studio.
Se non c'è urgenza si rimanda a dopo il parto. In caso di infezione acuta si interviene, preferibilmente nel secondo trimestre, concordando la scelta con il ginecologo che segue la gravidanza e limitando gli esami radiologici allo stretto necessario.
No, anzi: un pasto leggero prima dell'appuntamento riduce il rischio di cali di pressione. Se è prevista la sedazione cosciente le indicazioni sono diverse e ti vengono spiegate in visita, insieme al modulo di consenso da leggere a casa con calma.
Quasi mai. Si coordina con chi segue il trattamento, perché la sequenza dipende dal movimento in corso: a volte l'elemento esce prima di iniziare, a volte si aspetta la fine. È una decisione condivisa, non una precedenza automatica di una branca sull'altra.
Camminare subito, allenamenti intensi dopo almeno quarantotto ore. Lo sforzo alza la pressione e può riaprire il sanguinamento nelle prime giornate. Per gli sport di contatto conviene attendere il controllo dei punti prima di rientrare.
Sì, su richiesta ti vengono consegnate in formato digitale insieme a un referto con il gesto eseguito. È il materiale che serve a chi ti segue abitualmente, ed è utile conservarlo anche quando la conclusione è stata di non intervenire.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.