Faccette dentali: costo e cosa comprende
Il prezzo si conta per elemento, e la voce che sposta di più il totale non è il materiale: è quanti denti entrano davvero nel progetto.
Il prezzo si conta per elemento, e la voce che sposta di più il totale non è il materiale: è quanti denti entrano davvero nel progetto.
Questa pagina spiega il costo delle faccette dentali nello studio alle porte di Pisa: che cosa c'è dentro la cifra di un singolo elemento, perché il numero di denti pesa più di ogni altra variabile, le voci di listino per ceramica e composito, a che cosa serve la prova che si esegue prima di toccare lo smalto, quando una strada meno costosa risolve lo stesso fastidio e che cosa comporta mantenere il lavoro negli anni. Con le situazioni ricorrenti in studio e le domande più frequenti.
Il costo delle faccette si legge per elemento, non a sorriso: è la prima cosa da sapere, perché cambia completamente il modo di leggere un preventivo. La seconda è che il numero di elementi non è una scelta di gusto ma il risultato di una valutazione, e spesso è più basso di quello che ci si aspetta.
Qui trovi le voci di listino dello studio di Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, con la spiegazione di come si formano. Come si progetta e si applica un rivestimento ceramico è invece raccontato nella pagina delle faccette dentali.
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Prezzi del listino dello studio aggiornati al 2026-09-06. Il preventivo scritto, consegnato dopo la visita, è l'unico che vale per il tuo caso.
| Prestazione | Da | A | Note |
|---|---|---|---|
| Faccetta in ceramica artigianale, per dente | 960 € | 960 € | |
| Faccetta in composito, per dente | 350 € | 350 € | Modellata direttamente in bocca, in una seduta. |
| Faccetta provvisoria singola in composito | 165 € | 165 € | |
| Prova estetica (mock-up), per arcata | 120 € | 120 € | La simulazione in bocca prima di toccare i denti. |
La valutazione con le fotografie, il progetto della forma, la preparazione minima dello smalto, la lavorazione del laboratorio e l'incollaggio con il controllo della chiusura.
Il peso maggiore sta fuori dallo studio: un rivestimento in ceramica stratificata è un lavoro artigianale, costruito a mano da un odontotecnico che decide spessori e trasparenze guardando i denti accanto. È la ragione per cui quella riga non somiglia a nessun'altra del listino.
Dentro la cifra c'è anche una cosa che non si vede: il tempo speso a decidere che forma dare. Progettare male e correggere dopo l'incollaggio non è possibile, quindi la parte di studio viene prima e non si comprime.

Perché ogni elemento è una riga a sé: passare da due a otto moltiplica il totale per quattro, senza che nulla di clinico sia cambiato.
Il criterio è semplice e poco commerciale: si trattano gli elementi che creano il problema per cui sei venuto, non quelli che stanno accanto. A volte è uno solo, spesso sono i due centrali, talvolta arrivano a quattro perché la luce li mostra insieme quando parli.
Se hai in mano un progetto che comprende un'arcata intera, la domanda giusta non è quanto costa: è perché quegli elementi ci sono dentro. Una risposta clinica esiste in alcuni casi; quando non esiste, il numero si può ridiscutere.

La tabella distingue il rivestimento in ceramica, la ricostruzione in composito, il provvisorio singolo e la prova che precede la preparazione.
Le prime due righe non sono la stessa cosa a due prezzi: sono due tecniche diverse. La ceramica è costruita fuori dalla bocca e incollata; il composito viene modellato direttamente sull'elemento, nella stessa seduta, ed è riparabile in poltrona.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Cambia in modo netto, perché cambia chi lavora: nel primo caso un laboratorio artigiano, nel secondo le mani dell'odontoiatra in una seduta unica.
La ceramica mantiene la superficie lucida e il colore più a lungo, e sopporta meglio l'abrasione quotidiana. Il composito assorbe una parte degli urti, si ritocca facilmente e, su un singolo angolo scheggiato, evita di coinvolgere l'intera superficie visibile.
La scelta non è fra un materiale nobile e uno di ripiego: è fra due comportamenti diversi nel tempo. Su un elemento isolato e su una persona giovane il composito è spesso la decisione più sensata, anche a prescindere dal risparmio.

Serve a vedere la forma in bocca prima che qualcuno tocchi lo smalto, cioè a rendere reversibile la parte della decisione che lo smalto renderebbe definitiva.
È una simulazione applicata sui denti così come sono. La guardi allo specchio, la mostri a chi vuoi, ci convivi qualche minuto e dici che cosa non ti convince: lunghezza, larghezza, quanto si vedono parlando. Le correzioni si fanno lì, dove non costano nulla in tessuto.
Costa una seduta e una riga del listino. In cambio evita l'unico errore che in questo campo non si ripara: aver preparato elementi per una forma che, vista in bocca, non era quella che volevi.

Quando il fastidio è solo il colore, quando riguarda un angolo rotto, o quando dipende dalla posizione degli elementi e non dalla loro superficie.
Sono tre situazioni frequenti e tre risposte diverse. Un colore uniformemente spento risponde allo sbiancamento professionale; un bordo scheggiato a una ricostruzione diretta; denti ruotati o sovrapposti all'ortodonzia, che li sposta invece di rivestirli.
Il gesto più piccolo che risolve è quasi sempre anche il meno costoso, ed è quello che si propone per primo. Le alternative, con le rispettive cifre, restano scritte nel documento che porti a casa: le confronti con calma, non in poltrona.

Poco, ma con costanza: sedute di igiene regolari e, per chi serra i denti di notte, una placca protettiva che è una voce a parte.
Il punto debole non è il rivestimento ma la linea in cui incontra il dente e la gengiva. Lì si accumula placca, e lì una gengiva infiammata cambia l'aspetto del margine nel giro di mesi: le sedute di igiene professionale servono esattamente a controllare quella linea.
Chi digrigna ha una riga in più da mettere nel conto. Nessun rivestimento anteriore resiste a una forza notturna che non viene contenuta, e la protezione descritta nella pagina del bite fa parte del progetto, non è un accessorio successivo.

Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004, che segue la parte estetica insieme alla protesi.
Il progetto nasce in studio e viene discusso con l'odontotecnico prima della preparazione, non consegnato a lavorazione avviata. È un passaggio che allunga la fase iniziale di qualche giorno e riduce parecchio le correzioni successive.
Se durante la valutazione emergono lesioni da curare o gengive che sanguinano, quelle vengono prima e hanno righe proprie nel documento. Costruire una superficie nuova sopra un problema aperto significa rifarla presto, e va detto al primo appuntamento.

La prima è una donna sui quaranta, a contatto con il pubblico, che chiede il costo di otto elementi. In visita si vede che il fastidio nasce da due incisivi con i bordi consumati e da un colore spento: sono due strade, e il confronto si fa sulle cifre di entrambe.
La seconda è un ragazzo che arriva da Fornacette con un angolo di incisivo rotto da anni e riparato più volte. Qui la domanda non è ceramica o composito, è quanto spesso si è già ritoccato quel bordo: se cede di continuo, la soluzione costruita in laboratorio smette di essere la più cara.
La terza è chi viene da Cisanello con un preventivo ricevuto altrove e la sensazione che sia troppo per il problema che ha. Si rilegge elemento per elemento, si guarda la bocca e si dice che cosa è giustificato: l'unica cosa che non si commenta è il lavoro di chi l'ha scritto.

Tre voci restano fuori dal listino e possono cambiare il totale. Si conoscono solo dopo la valutazione.






Il listino qui sotto è il punto di partenza; il preventivo scritto è quello che vale per il tuo caso.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per costo delle faccette dentali a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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Sì, tutte le righe si intendono per elemento. Il totale nasce moltiplicando per il numero di denti compresi nel progetto, e quel numero si stabilisce in visita, con la simulazione in bocca davanti agli occhi e non su una descrizione al telefono.
Non è obbligatoria ma è fortemente consigliata, e nel percorso dello studio è prevista. È l'unico momento in cui una forma si può cambiare senza conseguenze: dopo la preparazione dello smalto le correzioni costano tessuto, non solo tempo.
Perché è costruita a mano da un odontotecnico, con passaggi di cottura e di caratterizzazione che richiedono ore di lavoro esterno allo studio. Il composito viene modellato direttamente in poltrona nella stessa seduta: cambia proprio chi esegue il lavoro.
Il composito si ritocca in poltrona con relativa facilità. La ceramica, se si scheggia in modo significativo, di norma si rifà: esistono riparazioni provvisorie, ma su una superficie visibile durano poco e conviene considerarle un ponte verso la sostituzione.
Non dipende dal prezzo ma da tre fattori: la salute della gengiva sul margine, l'igiene quotidiana fra un elemento e l'altro e la forza con cui mastichi o serri di notte. Un lavoro costoso su una bocca trascurata dura meno di uno semplice ben mantenuto.
Molto più raramente. Gli inferiori si vedono poco parlando e ricevono un carico diverso, quindi entrano nel progetto solo quando c'è una ragione precisa. Se compaiono in un preventivo senza motivo dichiarato, vale la pena chiedere perché.
Sì, ed è una richiesta frequente dopo un trauma. La difficoltà non è tecnica ma cromatica: abbinare un elemento singolo ai vicini è il lavoro più delicato che esista in questo campo, e per questo si sceglie di norma la ceramica.
Prima, sempre. Il rivestimento non cambia colore con i trattamenti sbiancanti, quindi i denti naturali vicini vanno portati alla tonalità desiderata per primi, lasciando poi stabilizzare il colore qualche settimana prima di scegliere quello del laboratorio.
Le spese odontoiatriche rientrano fra quelle detraibili nella misura prevista dalla normativa vigente, con fattura e pagamento tracciabile. Come per ogni cura, conserva le ricevute anche se il percorso attraversa due anni fiscali diversi.
Sì, seguendo le fasi del percorso: valutazione e progetto, preparazione, consegna. Le condizioni si concordano prima di cominciare e restano scritte nel documento, così il calendario dei pagamenti è noto fin dal primo appuntamento.
Riporta la data e la validità indicata. A distanza di molti mesi si rivede in un controllo, perché nel frattempo possono essere comparse lesioni o cambiamenti gengivali che modificano il piano, e quindi anche il totale.
Si chiama la segreteria o si scrive su WhatsApp negli orari di apertura. Se hai fotografie di come erano i tuoi denti prima, o un preventivo ricevuto altrove, portali: aiutano a capire che cosa vuoi ottenere, che è la parte più difficile da mettere a fuoco a parole.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.