Invisalign a Pisa
Gli allineatori trasparenti sono uno strumento a metà fra lo studio e chi li porta: funzionano finché restano in bocca. Valutazione con scansione in sede e piano scritto, a cura della Dott.ssa Anna Samaritani.
Gli allineatori trasparenti sono uno strumento a metà fra lo studio e chi li porta: funzionano finché restano in bocca. Valutazione con scansione in sede e piano scritto, a cura della Dott.ssa Anna Samaritani.
Questa pagina spiega Invisalign a Pisa nello studio di Via Carducci a Ghezzano: che cosa stai scegliendo quando scegli gli allineatori trasparenti, quali bocche rientrano fra quelle che questo sistema risolve e quali no, come si passa dalla scansione delle arcate alla prima consegna, che cosa comporta davvero la soglia delle ventidue ore, come si protegge lo smalto durante il percorso, quanto tempo richiede e che cosa resta alla fine. In coda: chi lo chiede in questa zona, il percorso in tre passi e le domande più frequenti.
Chi cerca Invisalign a Pisa ha già deciso una cosa: non vuole nulla di visibile davanti. Lavora a contatto con il pubblico, o ha rimandato l'ortodonzia da ragazzo e non intende presentarsi in riunione con il metallo sui denti a quarant'anni.
La decisione vera però non è fra visibile e invisibile: è fra uno strumento che lavora da solo e uno che lavora solo se lo tieni addosso. Questa pagina ti serve per capire, prima della valutazione, in quale delle due situazioni ti riconosci.
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Ortodonzia invisibile (Invisalign) a Pisa: ci racconti il tuo caso e ti richiamiamo negli orari di apertura, oppure scegli tu giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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Una sequenza di gusci trasparenti costruiti su misura, ciascuno leggermente diverso dal precedente, che spostano l'arcata a piccoli passi solo nel tempo in cui li porti.
Invisalign è il nome del sistema di allineatori usato nello studio. Ogni guscio contiene un piccolo scarto rispetto alla posizione attuale: quando l'arcata lo ha raggiunto, si passa al successivo. La serie completa è la traduzione in oggetti di un progetto costruito al computer.
Il vantaggio non è solo che si notano poco: si tolgono per mangiare, quindi niente cibi vietati, e lo spazzolino passa su superfici libere. Il rovescio è che il dispositivo non ha nessun potere quando sta nella sua custodia, e la custodia è comoda.

Va bene su affollamenti e spazi contenuti, su molte correzioni del morso e sui casi che tornano dopo un vecchio percorso interrotto; fatica dove serve girare un elemento su se stesso o farlo scendere.
La ragione è meccanica: un guscio avvolge la corona e su alcuni movimenti non ha appiglio sufficiente. In quei quadri la scelta cade sulle piastrine incollate, descritte nella pagina sull'apparecchio fisso, oppure su una combinazione: prima il fisso per la parte difficile, poi i gusci per rifinire.
Chi decide non è il catalogo ma lo studio del caso: fotografie, scansione delle arcate, radiografie eseguite in sede. Il criterio con cui si mettono a confronto le due strade sta nella pagina ortodonzia, e vale la pena leggerlo prima di affezionarsi a una soluzione.

La bocca viene scansionata in pochi minuti senza pasta, il progetto si costruisce sul modello digitale e si guarda insieme prima di ordinare qualunque cosa.
La simulazione mostra dove il progetto prevede di arrivare. È una previsione di lavoro e non una promessa: nel corso del percorso il piano si aggiorna con una nuova scansione se la bocca reale prende una strada diversa da quella disegnata.
Alla consegna si incollano sullo smalto piccoli rilievi in composito, del colore del dente, che danno al guscio la presa necessaria per i movimenti più impegnativi. Si tolgono alla fine, lucidando. Da quel giorno il ritmo è semplice: un guscio ogni una o due settimane, secondo l'indicazione.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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È la domanda che facciamo in valutazione, e ci aspettiamo una risposta sincera: sotto quella soglia lo spostamento non avviene e il guscio successivo non entra più.
Due ore libere coprono tre pasti e l'igiene. Fuori dai pasti si beve acqua: caffè, tè e bevande zuccherate si prendono a bocca libera, perché macchiano il materiale e tengono lo zucchero schiacciato contro lo smalto per ore.
Un dispositivo portato dodici ore al giorno non fa metà lavoro: ne fa quasi nessuno, e il percorso si blocca lì. A chi riconosce che non riuscirà a rispettare quel ritmo proponiamo il fisso, che non chiede memoria a nessuno. Non è una bocciatura: è il modo di non buttare un anno.

Lavando i denti dopo ogni pasto prima di rimettere il guscio: sigillare placca e zuccheri sotto un materiale aderente è l'unico modo per far danni con questo sistema.
È controintuitivo. Con gli allineatori l'igiene è più facile, perché nulla è incollato in mezzo, ma diventa più importante: quello che resta sopra la superficie ci resta chiuso per ore, e la saliva non lo diluisce.
I gusci si sciacquano con acqua fredda e uno spazzolino dedicato, senza paste abrasive; l'acqua calda li deforma e li rende inservibili. I rilievi in composito si controllano a ogni appuntamento, perché uno che si stacca toglie presa al movimento previsto.

In modo indicativo da qualche mese a un paio d'anni, con controlli concordati; alla fine resta la contenzione, che è la parte che conserva quello che hai ottenuto.
La stima si scrive nel piano dopo la scansione, e dipende dal numero di passaggi previsti e dalle ore rispettate. Gli appuntamenti sono meno frequenti che con il fisso, e questo conta per chi arriva da Vecchiano, da Calci o dall'altra parte della FI-PI-LI.
Finito l'ultimo passaggio, i rilievi si tolgono e si passa alla contenzione: una mascherina notturna, una barretta incollata dietro gli incisivi, o entrambe. Chi la sospende rivede i denti muoversi, ed è esattamente la storia che raccontano molti di quelli che oggi chiedono un secondo percorso.

La Dott.ssa Anna Samaritani, ortodontista dello studio, iscritta all'albo dal 2008: valuta il caso, progetta la sequenza e segue i controlli fino alla contenzione.
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, comune di San Giuliano Terme: fuori dalla ZTL, con parcheggio davanti, a pochi minuti da Porta a Lucca e da Cisanello. Chi viene da Cascina o da Fornacette esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est.
La valutazione si prenota come una visita dentistica e comprende la scansione in sede. Se hai già ricevuto una proposta altrove, portala: si rilegge insieme e si confronta con il caso reale. Come sono organizzati gli importi sta nella pagina prezzi.

La più comune è il ritorno. Una persona fra i trenta e i quarant'anni ha portato un dispositivo da ragazza, ha smesso la contenzione dopo qualche mese e oggi vede gli incisivi inferiori accavallati. Sono spesso i casi in cui i gusci bastano da soli, perché il movimento da recuperare è piccolo e conosciuto.
La seconda arriva dai turni. Chi lavora in cucina, in reparto a Cisanello o dietro un banco a Pisa passa la giornata a bere e assaggiare: la conversazione utile non riguarda la tecnica, riguarda quante volte al giorno si riuscirà a togliere e rimettere. Chi risponde con onestà esce con la proposta giusta per sé.
La terza è chi arriva da lontano e conta i viaggi. Da Vicopisano, da Uliveto Terme o da Vecchiano la domanda è quanti appuntamenti serviranno: i controlli si distanziano e, quando il piano lo consente, si consegnano più passaggi in anticipo.

Questo sistema copre bene una parte dell'ortodonzia. Sono queste le situazioni in cui la risposta corretta è un'altra, e va detta in valutazione.






L'apparecchio si paga a rate lungo la cura, con una quota iniziale concordata prima di mettere il primo attacco.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per ortodonzia invisibile (invisalign) a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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A distanza di conversazione poco: il materiale è sottile e trasparente. I rilievi in composito incollati sullo smalto hanno il colore del dente e si vedono da vicino, soprattutto sui denti anteriori.
Nei primi giorni di ogni passaggio i denti sono indolenziti, perché la spinta riparte da capo. È un fastidio che passa in un paio di giorni e non ci sono spigoli metallici che irritino guance e labbra.
Sì, per qualche ora. Il problema non è la singola serata ma l'abitudine: se capita spesso, la somma delle ore perse si fa sentire e la sequenza si allunga oltre la stima scritta nel piano.
Si avvisa subito. A seconda del punto in cui sei si torna a quello precedente per qualche giorno o si passa al successivo, e in qualche caso serve rifarlo: la decisione è dell'ortodontista, non del calendario.
Sì, quando la collaborazione c'è davvero. A quell'età il fattore decisivo non è tecnico ma pratico, e va valutato con onestà insieme alla famiglia prima di iniziare il percorso.
Sì, tenendone conto. Una corona si sposta come un elemento naturale, mentre un impianto non si muove e viene usato come riferimento fisso: il progetto si costruisce attorno a quel vincolo.
No. La gomma aderisce al materiale e lo rovina. Come per qualunque alimento, il dispositivo si toglie, si ripone nella custodia e si rimette dopo aver pulito i denti.
Sì, con caffè, tè, vino e bevande scure, e con il fumo. È uno dei motivi per cui si beve solo acqua con il dispositivo in bocca; il passaggio successivo è comunque nuovo e trasparente.
Meno che con il fisso: gli intervalli si concordano sul piano e possono essere di diverse settimane. Quando la distanza è un problema si consegnano più passaggi in anticipo, se la sequenza lo permette.
A volte sì, quando il problema è limitato lì e il rapporto fra le due arcate resta corretto. Più spesso muovere una sola arcata sposta l'equilibrio del morso, e lo studio del caso lo dice subito.
Cambiano il materiale, il modo di progettare la sequenza e il tipo di controllo previsto. Quello che non cambia mai è la necessità di una diagnosi in studio: un percorso ortodontico senza visita e senza radiografie non è un'alternativa più comoda.
Solo con la contenzione. Le fibre attorno alle radici tirano verso la posizione di partenza per mesi, e la mascherina notturna o la barretta incollata servono a tenerle ferme. Sospenderla è la causa più comune dei ritorni.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.