Quanto costa un impianto dentale
Vite, moncone, corona ed eventuale innesto sono righe distinte: qui ognuna è spiegata, e la TAC 3D eseguita in sede è quella che trasforma la fascia in un numero.
Vite, moncone, corona ed eventuale innesto sono righe distinte: qui ognuna è spiegata, e la TAC 3D eseguita in sede è quella che trasforma la fascia in un numero.
Questa pagina spiega quanto costa un impianto dentale nello studio alle porte di Pisa: che cosa si acquista davvero oltre alla vite, perché la stessa parola può valere cifre lontane fra loro, le voci di listino riga per riga, che cosa pesa di più fra la quantità di osso e il tipo di protesi, che ruolo hanno i controlli degli anni successivi, quando la spesa è inferiore all'attesa e quando superiore, e come si distribuisce il pagamento. Con le domande che arrivano davvero in segreteria.
La domanda arriva quasi sempre prima della visita, e merita una risposta prima della visita: un impianto singolo completo di corona sta, in questo studio, in una fascia che puoi leggere qui sotto voce per voce. Quello che nessuna pagina può dirti è in quale punto della fascia cade la tua bocca, perché quello lo decide l'osso.
Lo studio riceve in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, fuori dalla ZTL. Come si svolge l'intervento, quanto dura la guarigione e che cosa si sente è raccontato nella pagina dell'implantologia; qui si parla solo di soldi.
Preferisci parlarne a voce? 050 9910086, rispondiamo lunedì – giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · venerdì, 8:30 – 13:30 · sabato, 9:00 – 13:00. Parlarci non ti impegna.

Costo di un impianto dentale a Pisa: ci racconti il tuo caso e ti richiamiamo negli orari di apertura, oppure scegli tu giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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Prezzi del listino dello studio aggiornati al 2026-09-06. Il preventivo scritto, consegnato dopo la visita, è l'unico che vale per il tuo caso.
| Prestazione | Da | A | Note |
|---|---|---|---|
| Impianto singolo a carico differito | 950 € | 950 € | Solo la vite in titanio; corona e moncone sono le righe sotto. |
| Impianto singolo a carico immediato | 1.150 € | 1.150 € | Impianto e provvisorio nella stessa giornata, quando l'osso lo consente. |
| Perno moncone su impianto | 350 € | 350 € | |
| Corona definitiva su impianto | 450 € | 1.100 € | Secondo il materiale: composito 450 €, lega e composito 650 €, lega e ceramica 750 €, fresata in seduta unica (CEREC) 770 €, ceramica 850 €, disilicato di litio o zirconia monolitica 920 €, zirconia-ceramica stratificata 950 €, ceramica feldspatica artigianale 1.100 €. |
| Corona provvisoria su impianto | 165 € | 165 € | |
| Innesto di materiale biocompatibile | 435 € | 435 € | Si decide sulla TAC; non serve a tutti. |
| Mini rialzo del seno mascellare | 600 € | 600 € | |
| Grande rialzo del seno mascellare | 1.200 € | 1.200 € | |
| Protesi mobile stabilizzata su impianti con attacchi Locator, per arcata | 3.725 € | 3.725 € | Più gli impianti e un attacco Locator (350 €) per ciascuno. |
| Arcata completa fissa avvitata su impianti (All-on-4): provvisoria | 2.225 € | 2.225 € | Più i quattro impianti. È il ponte provvisorio che si porta nei mesi di guarigione. |
| Arcata completa fissa avvitata su impianti (All-on-4): definitiva | 5.997 € | 5.997 € | Per arcata, impianti esclusi. |
| TAC Cone Beam 3D | 80 € | 80 € | Compresa quando si fa durante la visita. |
Compri un dente che mastica, e quel risultato è fatto di almeno tre pezzi: la radice artificiale, il moncone che la collega e la corona che si vede.
La vite da sola non serve a niente: resta sotto la gengiva per settimane e non mastica. È il motivo per cui una cifra riferita soltanto alla vite descrive un terzo del percorso, e va letta sapendolo. Nel listino qui sotto le tre voci stanno su righe separate proprio per rendere visibile questo.
Accanto ci sono le voci che non sempre servono: l'innesto quando la cresta si è assottigliata, il rialzo quando il seno mascellare è sceso, il provvisorio quando la zona è visibile parlando. Nessuna di queste è opzionale per scelta: o l'anatomia le richiede, o non si fanno.

Quasi sempre perché contano cose diverse: uno comprende la corona e gli esami, l'altro si ferma alla vite.
Prima di confrontare due totali conviene metterli sulla stessa base. Le domande da fare sono quattro, e non richiedono competenze tecniche: che cosa è compreso, quante sedute, chi esegue i controlli e per quanti anni, che cosa succede se durante la chirurgia serve una fase imprevista.
Solo dopo aver riportato entrambi i documenti alle stesse voci il confronto significa qualcosa. È un lavoro di venti minuti che si può fare seduti in studio con il foglio davanti, e capita spesso che la distanza iniziale si riduca da sola.

Le voci sono quelle della tabella qui sotto, prese dal listino: si sommano secondo il percorso che l'anatomia richiede, non tutte insieme.
Per un elemento singolo la somma abituale è vite più moncone più corona. Per un'arcata intera il conto cambia natura, perché la struttura avvitata è un manufatto unico e non la ripetizione di tante corone: per questo ha righe proprie, provvisoria e definitiva.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Entrambi, ma in momenti diversi: l'osso aggiunge fasi chirurgiche all'inizio, la protesi decide la cifra alla fine.
Una cresta sottile o un seno mascellare disceso richiedono di ricostruire il terreno prima di piantare qualcosa. È una fase con tempi propri, che allunga il calendario di mesi e non di giorni, e si sa con precisione solo dopo l'esame tridimensionale.
Sul versante protesico contano il materiale e il numero di elementi. Una corona in composito e una in ceramica artigianale sono due lavorazioni distanti, entrambe legittime: si scelgono guardando dove sta l'elemento, quanto si vede e quanta forza riceve.

Perché una radice artificiale non si caria ma può ammalarsi intorno, e la malattia che la circonda è silenziosa finché non è avanzata.
Le sedute di igiene dedicata agli impianti sono una spesa piccola e ricorrente, l'unica in tutto questo elenco che si ripete ogni anno. Chi la salta risparmia poche decine di euro per volta e rischia di rimettere in discussione l'intera riabilitazione.
Quando fai il conto di una soluzione implantare, quindi, somma anche questa riga. Non compare nei totali che si confrontano prima di iniziare, ed è invece la voce che decide se il lavoro arriva a dieci anni o si ferma prima.

Costa meno quando l'elemento è appena stato perso e l'osso è ancora pieno; costa di più quando si è aspettato e la cresta si è ritirata.
Il riassorbimento comincia subito dopo un'estrazione e va avanti per mesi. Chi si presenta poco dopo trova spesso un terreno che non richiede aggiunte; chi arriva anni dopo può aver bisogno di una ricostruzione che in origine non sarebbe servita.
È la parte del discorso che riguarda la decisione, non la tecnica: rimandare non congela la situazione, la sposta. Vale la pena saperlo quando si pensa di aspettare un anno per motivi di bilancio, perché a volte l'attesa aggiunge una fase a pagamento.

Sulle tappe del percorso: diagnostica, chirurgia, protesi. Sono separate da mesi, e il calendario dei pagamenti segue quello clinico.
Fra l'inserimento e la corona definitiva passa il tempo che serve all'osso per legarsi al titanio, e nessuno può accorciarlo. Quel tempo, che dal punto di vista clinico è un'attesa, dal punto di vista economico è una comodità: la spesa non arriva tutta insieme.
Le condizioni si concordano prima di cominciare e restano scritte nel documento che porti a casa. Le spese odontoiatriche rientrano fra quelle detraibili nella misura prevista dalla normativa vigente, con fattura e pagamento tracciabile.

Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004, che esegue la chirurgia e tiene i controlli negli anni.
La ragione per cui chirurgia e richiami non si dividono fra persone diverse è pratica: chi ha inserito la vite sa a che profondità sta, quanto osso c'era e dove il tessuto era più sottile. Sono informazioni che un referto scritto trasmette solo in parte.
L'esame tridimensionale si esegue in sede, nello stesso appuntamento della visita, quando serve a prendere una decisione: la pagina della TAC Cone Beam spiega che cosa mostra e perché su questo tipo di scelte non se ne può fare a meno.

La prima è chi ha perso un molare cinque o sei anni fa e da allora mastica solo dall'altro lato: arriva da Pontasserchio o dal capoluogo di San Giuliano Terme, convinto di dover sostituire un dente, e scopre che la prima voce da discutere è il terreno su cui appoggiarlo.
La seconda è una persona di Calci con una protesi mobile che si solleva parlando. Chiede il costo di un'arcata fissa e riceve due cifre, non una: quella della soluzione ancorata con gli attacchi e quella della struttura avvitata, che risolvono lo stesso fastidio in modi molto diversi.
La terza arriva da Cascina con un piano già scritto e una domanda sola: servono davvero quattro viti. Si guarda l'immagine, si contano gli appoggi e si dice quello che si vede; qualche volta il numero regge, qualche volta si può ragionare diversamente, e in entrambi i casi va spiegato perché.

Queste quattro voci esistono, pesano sul totale e non compaiono in nessuna riga finché qualcuno non ha guardato la tua bocca.






Il listino qui sotto è il punto di partenza; il preventivo scritto è quello che vale per il tuo caso.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per costo di un impianto dentale a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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No, ed è corretto che non lo sia: sono due lavorazioni distinte, una chirurgica e una di laboratorio. Nel documento che ricevi compaiono su righe separate insieme al moncone, così vedi da che cosa nasce il totale invece di leggere un numero solo.
Dipende dall'ampiezza. Una piccola aggiunta eseguita nella stessa seduta dell'inserimento incide poco; il rialzo del seno in due tempi è un intervento a sé, con il suo calendario. Quale dei due serva si sa solo dopo l'esame tridimensionale.
No, ed è una delle confusioni più frequenti. La struttura avvitata è un manufatto unico costruito su più viti, non la somma di corone indipendenti: ha una lavorazione, un costo e una gestione diversi, e nella tabella compare con righe proprie.
La protesi ancorata con gli attacchi richiede meno viti e una lavorazione più semplice, quindi resta su una fascia inferiore. Si toglie per la pulizia, che per alcune persone è un vantaggio e per altre esattamente il motivo per cui la scartano.
È una voce distinta del listino e si esegue solo quando cambia una decisione. Nella pratica, su una valutazione implantare serve quasi sempre: senza misurare altezza e spessore dell'osso non si può programmare nulla con onestà.
Non sempre. Su un settore posteriore che non si vede molte persone preferiscono farne a meno durante i mesi di guarigione. In zona visibile, invece, diventa parte del piano e compare nel documento come riga a sé.
È un'eventualità rara ma possibile, e va affrontata prima che accada. In studio se ne parla in visita: che cosa si fa, in quali tempi si può riprovare e come viene gestita la parte economica, così la risposta non arriva a sorpresa.
Tecnicamente accade, ma è la strada che genera più problemi: componenti e sistemi devono corrispondere, e la responsabilità del risultato finisce divisa fra due persone. Se il percorso comincia qui, conviene che finisca qui.
Rientrano fra le spese sanitarie detraibili nella misura prevista dalla normativa vigente. Serve la fattura intestata a chi porta la spesa in dichiarazione e un pagamento tracciabile; conserva le ricevute anche quando la cura attraversa due anni fiscali.
Prima si decide, più il terreno è favorevole, perché il riassorbimento della cresta comincia subito e prosegue per mesi. Non significa correre: significa sapere che l'attesa lunga può aggiungere una fase ricostruttiva che oggi non servirebbe.
Riporta la data e la validità indicata sul documento. Se passano molti mesi si rivede, non per aggiornare i numeri ma perché l'osso può essere cambiato: un'immagine vecchia non descrive più la bocca su cui si dovrebbe lavorare.
Si chiama la segreteria o si scrive su WhatsApp negli orari di apertura. Porta le radiografie che hai, anche datate, e l'elenco dei farmaci che assumi: alcune terapie influiscono sulla guarigione dell'osso e vanno sapute prima, non dopo.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.