Implantologia a carico immediato a Pisa
Il dente provvisorio avvitato nella stessa seduta: una possibilità che si verifica con lo strumento in mano mentre si opera, non una riga che si può promettere in anticipo su un preventivo.
Il dente provvisorio avvitato nella stessa seduta: una possibilità che si verifica con lo strumento in mano mentre si opera, non una riga che si può promettere in anticipo su un preventivo.
Questa pagina spiega l'implantologia a carico immediato nello studio di Via Carducci a Ghezzano, alle porte di Pisa: che cosa si avvita davvero il giorno dell'intervento, quale misura decide se si può fare, perché nessuno può garantirla prima di entrare in sala, come cambiano le prime settimane rispetto alla strada tradizionale, che cosa fare se il manufatto temporaneo si scheggia e chi firma l'intervento. In coda trovi le richieste che arrivano più spesso da questa parte della provincia, i casi in cui conviene rinunciare e le domande dei pazienti.
Chi cerca «carico immediato» quasi sempre sta chiedendo un'altra cosa: esco dallo studio con un dente, sì o no. La risposta seria si compone di due pezzi, e qui li trovi entrambi, compreso quello che nessun foglio firmato può assicurare in anticipo.
Il concetto in una riga: una corona temporanea si avvita sul perno appena inserito, invece di lasciarlo riposare coperto per mesi. Il manufatto che ti accompagnerà davvero arriva comunque più avanti, come in qualunque percorso implantare. Il quadro d'insieme sta nella pagina impianti dentali a Pisa.
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No. In giornata si avvita un manufatto temporaneo; quello definitivo nasce mesi dopo, quando il tessuto ha fatto presa attorno alla superficie in titanio.
Il temporaneo ha due compiti e nessun altro: riempire il vuoto che si vede quando parli e guidare la gengiva a chiudersi con la forma giusta attorno al colletto. Non è costruito per triturare, e la sua sagoma viene volutamente alleggerita nei punti di contatto con l'arcata opposta.
Chi confonde le due cose resta poi deluso dalla consistenza del provvisorio o dalla sua sfumatura di colore. È materiale di passaggio: verrà sostituito, e il laboratorio lavorerà sul definitivo con criteri completamente diversi.

La tenuta iniziale del perno: quanta resistenza oppone mentre entra e quanto resta immobile una volta in posizione.
È una grandezza che si legge con lo strumento durante l'inserimento, non un'impressione soggettiva. Sopra una certa soglia il perno regge un carico leggero senza micromovimenti; sotto quella soglia ogni sollecitazione disturba la fase in cui il tessuto si sta organizzando attorno alla superficie.
Quella tenuta dipende da come è fatto l'osso in quel punto preciso: denso e compatto nella mandibola anteriore, spesso più cedevole nel settore posteriore superiore. La scansione tridimensionale eseguita in sede fa una previsione attendibile, ma la conferma arriva solo mentre si opera.

Puoi sapere se è probabile. Non puoi sapere se accadrà, e chi te lo mette per iscritto prima di operare ti sta promettendo una cosa che non dipende da lui.
In Via Carducci il piano viene preparato su due binari. Il laboratorio realizza in anticipo il manufatto temporaneo fisso, e in parallelo esiste la soluzione di riserva se la tenuta non raggiunge la soglia. In nessuno dei due casi esci con uno spazio scoperto.
Questo modo di procedere ti riguarda più di quanto sembri: il giorno dell'intervento nessuno deve difendere una promessa fatta un mese prima, e la scelta resta libera di seguire quello che l'osso dice davvero.

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Quando l'elemento da sostituire sta davanti e si vede, e quando va riabilitata un'arcata intera: sono i due casi in cui l'attesa cambia la vita quotidiana.
Un incisivo perso per un trauma o per una radice ormai fratturata è il caso da manuale. Qui il temporaneo si tiene fuori dal contatto con i denti opposti e si chiede di non mordere nulla con quel punto, nemmeno un panino: serve a farsi vedere, non a lavorare.
Sull'arcata completa il ragionamento cambia. I perni vengono collegati fra loro da un'unica struttura rigida, e questo collegamento li aiuta a restare fermi. È il motivo per cui l'All-on-4 e la dentiera fissa convivono bene con questa tecnica quando le misure lo consentono.

Diventano una fase attiva del trattamento: quello che mangi e come pulisci incidono sul risultato quanto il gesto chirurgico.
Per il periodo che ti viene indicato la dieta scende di consistenza: niente crosta, niente frutta secca, niente carne che chiede di strappare. Non è prudenza generica, è il modo di tenere immobile un perno mentre attorno a lui si sta formando il legame con l'osso.
I richiami sono più fitti che nella strada tradizionale. Si verifica che i contatti non si siano alzati, si guarda il colletto gengivale, si stringe la vite se serve. Chi salta questi appuntamenti annulla il vantaggio che cercava.

Si confrontano a parità di voci, perché il temporaneo fisso è un manufatto in più e va scritto come tale, non nascosto in un totale.
Sul foglio devono comparire separatamente il gesto chirurgico, l'eventuale ricostruzione di volume, il temporaneo e il manufatto definitivo. Se il piano prevede entrambi gli scenari, deve dire che cosa cambia economicamente nel caso in cui in sala si scelga di attendere.
Le fasce del listino stanno nella pagina quanto costa un impianto dentale: qui interessa il criterio. Un piano che non distingue le due strade non ti sta risparmiando dettagli, ti sta togliendo gli strumenti per confrontarlo con un altro.

Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa con il numero 427 dal settembre 2004.
È lui a valutare il caso, a inserire i perni, a decidere in sala se avvitare il temporaneo e a tenere i richiami degli anni successivi. Su una tecnica in cui la scelta si compie durante l'intervento, la continuità della stessa mano non è un dettaglio organizzativo.
Lo studio riceve dal 2011 in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, nel comune di San Giuliano, fuori dalla ZTL e con il parcheggio davanti. Chi arriva con una proposta già redatta altrove può portarla: una visita dentistica serve anche a rileggerla insieme.

La richiesta arriva spesso da chi lavora davanti alle persone: commesse dei negozi del centro, personale di sala, insegnanti. Quasi tutti fanno la stessa domanda al telefono, prima ancora di sedersi: mi tocca stare senza un dente davanti? No, comunque vada la misura in sala.
La seconda scena riguarda chi arriva da Cascina o da Fornacette lungo la FI-PI-LI ed esce a Pisa Nord-Est, dopo aver letto di arcate complete risolte in una mattinata. In parte è vero: il temporaneo fisso esiste, ma dipende da una misura presa mentre si opera.
La terza è la più delicata: una persona di sessant'anni che deve togliere un elemento già infiammato. Qui la fretta gioca contro, perché un sito appena bonificato raramente offre la tenuta necessaria. Se ne parla prima, non dopo.

È un'opportunità, non un traguardo da rincorrere. In queste condizioni la strada tradizionale protegge meglio il lavoro che stai pagando.






Un impianto si paga per fasi: la chirurgia, poi la protesi. Nessuna delle due si inizia senza un preventivo scritto.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00
Un consulto per carico immediato a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.
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No, è un manufatto di passaggio. Serve a coprire lo spazio e a modellare la gengiva durante i mesi di attesa. Il definitivo si costruisce in laboratorio dopo l'integrazione, con materiali, forma e colore studiati per durare.
Perché la condizione che lo rende possibile si misura mentre si opera e dipende dall'osso di quel punto preciso. Una garanzia scritta prima dell'intervento sarebbe una promessa su un dato che ancora nessuno conosce.
No. Il piano prevede sempre una soluzione di riserva preparata in anticipo, fissa o removibile secondo il caso. Cambia l'aspetto e il comfort delle settimane successive, non la possibilità di presentarti in pubblico.
Non quando si rispettano la soglia di tenuta e le limitazioni iniziali. Il rischio cresce quando si carica un perno che non era pronto, ed è esattamente la ragione per cui la verifica si fa in sala e non sul preventivo.
No, e questa è la parte che i pazienti sottovalutano di più. Per il periodo indicato servono alimenti di consistenza ridotta e nessun morso diretto su quel punto. Le indicazioni te le consegniamo scritte alla fine della seduta.
A volte sì, quando la zona è pulita e la forma del sito consente una presa solida. Se invece sotto quel dente c'era un focolaio, conviene aspettare la guarigione: è una decisione che si prende osservando il sito una volta liberato.
Sì, più che altrove. Serve a prevedere la densità dell'osso nel punto scelto, che è il fattore da cui dipende la tenuta iniziale. L'apparecchio è in sede e l'esame si esegue nello stesso appuntamento della visita.
Di norma meno di un'ora per l'inserimento, a cui si aggiunge il tempo per adattare e avvitare il temporaneo quando le condizioni lo permettono. Per le arcate complete la programmazione è diversa e te la spieghiamo quando fissiamo la data.
Chiami la segreteria e lo si rimette in sede: è una possibilità prevista, non il segnale che l'intervento sia andato male. Non va rifissato da soli con prodotti da banco, perché una posizione anche di poco diversa cambia la direzione della spinta sul perno sottostante.
Sì. Nello studio è disponibile la [sedazione cosciente](/sedazione-cosciente/) con protossido, che ti lascia sveglio e collaborante ma abbassa nettamente la tensione. Si concorda prima, non il giorno stesso, perché cambia l'organizzazione dell'appuntamento.
Da vicino qualcosa si distingue, soprattutto nella superficie e nella traslucenza. Da distanza di conversazione no. È costruito per farti uscire presentabile, non per reggere il confronto ravvicinato con lo smalto naturale.
Il Dott. Edoardo Palla, in sala, sulla base della misura rilevata in quel momento. Te lo comunica appena finita la fase chirurgica, prima di procedere, così sai già durante la seduta quale dei due percorsi stai seguendo.
Le altre pagine dello studio di Ghezzano su questo tema, con il medico che le segue.