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Trattamenti · Dott. Edoardo Palla

Rialzo seno mascellare a Pisa

Quando sopra i molari superiori l'altezza non basta per una radice artificiale, non si rinuncia: si crea spazio sotto la membrana del seno, con tecniche e tempi decisi sulla scansione tridimensionale.

Rialzo del seno mascellare a Pisa: cosa trovi in questa pagina

Questa pagina spiega il rialzo del seno mascellare a Pisa: che cos'è la cavità che sta sopra i molari superiori e perché con gli anni scende, come si misura l'altezza residua sulla scansione tridimensionale eseguita in sede, quali sono le due vie d'accesso e che cosa cambiano per chi le riceve, quanto si aspetta prima di inserire la radice artificiale, come si vivono i giorni successivi e in quali casi si può evitare del tutto. In fondo, le situazioni che ricorrono in questa zona, le controindicazioni e le domande dei pazienti.

Se sei arrivato qui, con ogni probabilità qualcuno ti ha detto che sopra un molare superiore non c'è abbastanza altezza per una radice artificiale, e la spiegazione si è fermata lì. Questa pagina riprende da quel punto: che cosa manca, perché manca e che cosa si può fare per rimediare.

La cavità che occupa lo spazio sopra i denti posteriori superiori è il seno mascellare. Non è una malattia e non è colpa di nessuno: con il passare degli anni, e soprattutto dopo la perdita di un dente, tende ad allargarsi verso il basso. Il quadro generale sta nella pagina impianti dentali a Pisa.

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Rialzo seno mascellare a Pisa: l'apparecchio per la scansione 3D con cui si misura l'osso in studio

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Rialzo del seno mascellare: come funziona

  • Che cos'è il rialzo del seno mascellare, in parole semplici?

    È la manovra con cui si scolla delicatamente verso l'alto la membrana che riveste il seno e si riempie lo spazio creato con materiale che diventerà osso.

    La cavità non viene occupata: si sposta verso l'alto il suo pavimento, e sotto si guadagna l'altezza che serviva. Il seno continua a fare quello che faceva prima, e nella respirazione quotidiana non te ne accorgi.

    Il materiale inserito fa da impalcatura: nei mesi successivi le cellule lo colonizzano e lo trasformano in tessuto capace di reggere un carico. È il motivo per cui l'attesa non si accorcia su richiesta.

    Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare
  • Perché proprio sopra i molari superiori l'altezza non basta quasi mai?

    Perché lì agiscono due processi insieme: il seno che si espande verso il basso e la cresta ossea che si consuma dall'alto, una volta persa la radice che la caricava.

    Finché il dente c'è, la radice occupa lo spazio e trasmette la spinta della masticazione. Tolta la radice, quella zona smette di lavorare: il volume cala, e la cavità sovrastante si allarga nella direzione lasciata libera.

    Il tempo, qui, ha un peso concreto: uno spazio vuoto da due anni e uno vuoto da dodici chiedono manovre diverse. Rinviando non stai solo spostando una spesa, stai cambiando il tipo di intervento che ti servirà.

    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Come si decide a Pisa se serve un rialzo del seno mascellare?

    Misurando in millimetri l'altezza residua fra la cresta e il pavimento del seno sulla scansione tridimensionale, e confrontandola con la radice artificiale che servirebbe.

    Una radiografia piatta non basta: schiaccia tutto su un piano e non dice nulla sullo spessore. La scansione tridimensionale eseguita in Via Carducci nello stesso appuntamento della visita mostra invece l'altezza punto per punto, lo spessore delle pareti e lo stato della mucosa interna alla cavità.

    Da quel confronto escono tre risposte: l'altezza basta e si procede; è ridotta ma non azzerata, e si guadagna spazio dall'alveolo stesso; è minima, e serve un accesso dalla parete laterale. Quale sia il tuo caso lo sai nello stesso pomeriggio.

    • Altezza sufficiente. Si inserisce la radice artificiale senza manovre aggiuntive: nessuna attesa in più.
    • Altezza ridotta. Si guadagnano pochi millimetri passando dall'alveolo, spesso nella stessa seduta dell'inserimento.
    • Altezza minima. Si apre una finestra sulla parete laterale, si riempie lo spazio e si attende la maturazione.
    Una sala operativa dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa, con riunito e monitor

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Rialzo del seno mascellare: le domande di chi decide

  • Rialzo dalla cresta o dalla parete laterale: che cosa cambia per te?

    Cambiano l'invasività e il calendario. Dalla cresta si lavora dal foro già preparato per la radice; dalla parete laterale si crea un accesso dedicato.

    La via dalla cresta si usa quando manca poco: si sfrutta lo stesso alloggiamento dell'inserimento e si spinge il pavimento verso l'alto di qualche millimetro. Gonfiore e fastidio restano contenuti, e in molti casi la radice artificiale entra nella stessa seduta.

    La via laterale serve quando il margine è davvero sottile: si accede dal fianco, si scolla la membrana su una superficie più ampia e si riempie un volume maggiore. Quasi sempre chiede di separare i due momenti, prima lo spazio e poi la radice.

    Render clinico dell'intervento implantare: la vite in titanio nell'osso e il cacciavite chirurgico
  • Quanto si aspetta fra il rialzo del seno e la radice artificiale?

    Da alcuni mesi a parecchi mesi, in proporzione al volume trattato: più materiale si è inserito, più tempo serve perché diventi tessuto capace di reggere.

    Se la manovra è contenuta e si opera dalla cresta, spesso non c'è attesa aggiuntiva. Con la via laterale il calendario si allunga, e va scritto sul piano di cura prima che tu firmi.

    Durante l'attesa non resti scoperto: dove il caso lo consente si porta una soluzione di passaggio, concordata prima. Chi vuole capire come si incastrano le fasi e le voci di spesa trova le fasce nella pagina quanto costa un impianto dentale.

    Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare
  • Come si vivono i giorni dopo un rialzo del seno mascellare?

    Con qualche regola che riguarda il naso più che la bocca: per il periodo indicato non si soffia, non si fanno sforzi di pressione, si starnutisce a bocca aperta.

    La ragione è meccanica: ogni sbalzo di pressione dentro la cavità si scarica sulla zona appena trattata, e il materiale inserito deve restare dove è stato messo. Per questo si evitano cannucce, strumenti a fiato e immersioni.

    Gonfiore alla guancia e qualche traccia di sangue dalla narice del lato operato rientrano nella normalità dei primi giorni. Quello che non è normale è un dolore che aumenta invece di ridursi: in quel caso si telefona allo studio, senza aspettare il controllo già fissato.

    • Niente soffiarsi il naso. Per tutto il periodo indicato: si tampona, non si spinge aria attraverso le narici.
    • Starnuti a bocca aperta. Serve a scaricare la pressione altrove invece che contro la zona trattata.
    • Nessuno sforzo di pressione. Cannucce, palestra pesante, strumenti a fiato e immersioni restano fuori per il tempo concordato.
    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Si può evitare il rialzo del seno mascellare?

    A volte sì, e va sempre verificato prima di proporlo: con appoggi inclinati, con misure diverse, oppure agendo al momento giusto dopo un'estrazione.

    La prima verifica riguarda la geometria: inclinare gli appoggi permette spesso di ancorarsi dove il volume è rimasto, ed è il principio dell'All-on-4 quando si riabilita un'arcata intera.

    La seconda riguarda il tempismo. Se un'estrazione è già in programma, si può proteggere il volume dell'alveolo con una manovra piccola nello stesso momento: costa molto meno, in tempo e in chirurgia, di una ricostruzione dieci anni dopo.

    Una sala operativa dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa, con riunito e monitor
  • Chi esegue il rialzo del seno mascellare alle porte di Pisa?

    Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa con il numero 427 dal settembre 2004.

    È lui a misurare il caso, a eseguire la manovra, a inserire poi la radice artificiale e a tenere i controlli negli anni. Quando ogni fase dipende da come è andata la precedente, la stessa mano lungo il percorso cambia le decisioni successive.

    Lo studio riceve dal 2011 in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, fuori dalla ZTL, con il parcheggio davanti. Se ti sei sentito dire altrove che non c'è nulla da fare, porta le immagini: una visita dentistica serve anche a rifare la misura.

    Render clinico dell'intervento implantare: la vite in titanio nell'osso e il cacciavite chirurgico
Ghezzano, Pisa

Rialzo seno mascellare a Pisa: le situazioni più frequenti

Il caso più frequente in Via Carducci è il molare superiore tolto da giovani e mai sostituito: la scansione mostra pochi millimetri fra la cresta e il pavimento della cavità, e la strada passa dalla parete laterale. Quasi nessuno se lo aspetta: quello spazio non ha mai dato fastidio.

La seconda: chi arriva da Calci o da Vicopisano con un no ricevuto altrove, pronunciato dopo una sola immagine piatta. Rifacciamo la misura con l'esame tridimensionale, e spesso la risposta diventa più articolata di un rifiuto.

La terza riguarda chi ha superato i settanta e comincia sempre dalla stessa domanda: quali farmaci prende. Alcune terapie che agiscono sull'osso chiedono un confronto con il medico curante prima di qualunque manovra.

Render clinico dell'intervento implantare: la vite in titanio nell'osso e il cacciavite chirurgico

Quando il rialzo del seno mascellare non è la scelta giusta?

È un mezzo per arrivare a una radice artificiale stabile, non un obiettivo in sé. In queste condizioni si sceglie un'altra strada o si rinvia.

  • Esiste una configurazione che usa l'osso rimasto. Appoggi inclinati o di misura diversa rendono a volte inutile la ricostruzione: si verifica prima di proporla.
  • Infiammazione in corso nella cavità. Una sinusite attiva o una mucosa ispessita vanno inquadrate, se serve con lo specialista, prima di operare.
  • Malattia gengivale non trattata. Si stabilizza prima l'infiammazione: ricostruire volume in una bocca infiammata significa lavorare per niente.
  • Fumo pesante non discusso. Riduce l'irrorazione dei tessuti e le probabilità che il materiale inserito maturi: se ne parla prima.
  • Terapie che agiscono sul metabolismo osseo. Alcuni farmaci impongono un confronto con il medico curante: a volte si rinvia, a volte si sceglie una protesi senza chirurgia.
Il percorso

Come si arriva a rialzo del seno mascellare: tre passi

Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare
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Misura in un solo appuntamento. Visita e scansione tridimensionale in sede: si contano i millimetri disponibili e si stabilisce se e quale via d'accesso serva.

Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
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Il piano scritto, con i tempi veri. Fasi separate, mesi di attesa dichiarati, alternative scartate con la motivazione accanto: lo leggi a casa.

Una sala operativa dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa, con riunito e monitor
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Manovra, radice artificiale e controlli. Intervento in anestesia locale, soluzione di passaggio dove serve, inserimento a maturazione avvenuta e richiami con lo stesso medico.

Render clinico della pianificazione dell'impianto: la posizione sulla TAC prima di operare
Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
Una sala operativa dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa, con riunito e monitor

Come si può pagare?

Un impianto si paga per fasi: la chirurgia, poi la protesi. Nessuna delle due si inizia senza un preventivo scritto.

Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.

Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.

I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella [pagina dei prezzi](/prezzi/): il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.

  • Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
  • Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
  • Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.

050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00

Il primo passo è una visita

Un consulto per rialzo del seno mascellare a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.

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Rialzo del seno mascellare a Pisa: domande frequenti

  • Si esegue in anestesia locale e durante la seduta non si sente dolore. Nei giorni successivi sono attesi gonfiore alla guancia e indolenzimento, che si controllano con la terapia indicata. Chi vive male le sedute può chiedere la [sedazione cosciente](/sedazione-cosciente/) con protossido.

  • Può essere tessuto prelevato da una zona vicina della stessa persona, oppure un biomateriale di origine controllata studiato per essere sostituito da osso nuovo. La scelta dipende dall'ampiezza del difetto e ti viene spiegata in visita, prima che il piano venga firmato.

  • Non subito. Le variazioni di pressione in cabina si scaricano sulla cavità appena trattata, quindi conviene programmare eventuali viaggi tenendo conto della data. Dillo prima di fissare l'appuntamento, così la seduta si colloca in una settimana compatibile.

  • È l'evenienza più comune durante questa manovra e nella maggior parte dei casi si gestisce nello stesso momento, proteggendo la zona. Quando la lacerazione è ampia, si preferisce interrompere, lasciare guarire e riprendere in un secondo tempo: è una possibilità da conoscere in anticipo.

  • No. Il volume della cavità si riduce, ma la sua funzione resta la stessa e nella respirazione quotidiana non si percepisce alcuna differenza. Quello che si può avvertire nei primi giorni è solo una sensazione di pressione sul lato operato, transitoria.

  • Dipende dalla via d'accesso. Dalla cresta si tratta di pochi minuti aggiunti all'inserimento della radice artificiale; dalla parete laterale la seduta è più lunga e va programmata come intervento a sé. La stima precisa arriva dopo la scansione.

  • Sì, quando serve. Spesso si valuta se trattarli nella stessa seduta o a distanza, perché operare un solo lato per volta rende più semplice mangiare e dormire nei giorni successivi. È una decisione che si prende insieme, guardando la tua vita di tutti i giorni.

  • Accade in una minoranza di casi, più spesso in chi fuma o ha infiammazioni non trattate. Si rivaluta la zona dopo la guarigione e si decide se ripetere la manovra o cambiare strategia. È uno degli scenari da mettere per iscritto prima di iniziare, non dopo.

  • Mai di tua iniziativa. Alcune terapie si gestiscono senza interromperle, altre richiedono un accordo con il cardiologo o con il medico di famiglia. Porta alla prima valutazione l'elenco completo dei farmaci che assumi, compresi integratori e prodotti da banco.

  • Per una manovra contenuta di solito nessuno, evitando sforzi fisici intensi per qualche giorno. Per un accesso laterale conviene avere davanti una giornata libera. Se il tuo lavoro comporta sforzo o strumenti a fiato, dillo prima: si sceglie la data di conseguenza.

  • Se è recente e di qualità adeguata, spesso no: portala, anche su chiavetta. Se invece è una immagine piatta, va integrata, perché non mostra lo spessore né lo stato della mucosa interna alla cavità. Ripetere esami identici a poche settimane non ha senso.

  • Non subito, e non appena smette il fastidio. Si riprende il carico pieno quando il percorso è concluso, cioè dopo che la radice artificiale è stata inserita, integrata e completata con la sua corona. Le tappe intermedie ti vengono indicate una per una.

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